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Festa Solden

48 ore fuori soglia. Il pagellone del Fire & Ice

Non avevamo capito nulla, forse con quella conferenza del 4 settembre Marcel Hirscher non intendeva ritirarsi, intendeva lasciare spazio ad aria nuova, la sua avanguardia lo aveva già portato a metabolizzare questa invasione di GEN Z. Entrati arrogantemente nell’olimpo dello sci con una bella sberla a tutto a tutto il Circus, sono stati questi giovanotti nati nel nuovo millennio i veri dominatori nelle 48 ore dell’Opening. Dall’alba al tramonto fuori soglia, prima sul Rettenbach, poi sui tavoli del Fire & Ice, tra Schnitzel, farine e Kaiserschmarren, ricordandoci ancora una volta la loro caratteristica: l’intensità.

Venerdì sera è stato il preludio di ciò che sarebbe successo all’alba, con Alice Robinson capace di darci una sberla dicendoci :” Ei! Siamo arrivati”. Volti nuovi, con questi 2000 capaci di tutto, senza limiti e senza scrupoli. Così non appena varcate le porte del Fire la prima cosa che abbiamo esclamato è stata: ” ma che ca** ci facciamo qui! Non centriamo più nulla”. Sono tuttavia stati sufficienti alcuni Jager Bomb a farci entrare nella testa e nella mente di questi guerrieri. Gli anni passano, le generazioni si tramandano, ma alla fine la passione che lega le persone a questo sport è sempre la stessa. Viva lo sci, ma andiamo al pagellone:

ASIVA: sono stati loro i veri dominatori del Fire & Ice. Due giorni in cui hanno portato in Tirolo tutto il ricambio generazionale della Valee. Carlotta Da Canal sugli scudi, il resto della truppa può accompagnare solo. Voto:10

Michael Eisath: uno che non vuole saperne di Gen Z. Ogni anno l’albergatore di Carezza conferma la presenza nell’Apres Ski tirolese. Solitamente entra al Fire alle quattro del mattino offrendo  grappe più forti della benzina. Quest’anno cambia strategia e si fa vedere fin dalle prime battute. Che carisma, che farine. Voto:9

Andrea Schmitz e Anita Mancino: organizzano un viaggio improbabile pur di esserci, indice di una passione fuori dal comune. Il Rettenbach lo nota e regala loro due giorni da favola. Voto:9

Val Gardena: una valle dedita allo sci, con una passione immensa. Passano gli anni, ma sui tavoli del Fire ci sono sempre in Pole Position senatori come Murer, Daniela Holzknecht e Diego Schmalz. La Gen Z nel frattempo si muove nella penombra, ma non facciamo nomi, lasciamoli maturare. Voto:9

Niccolò Leitenpergher: uno che ha scoperto lo sci a 27 anni, uno che ha imparato a godere delle grandi cose della vita. Un’esistenza di sport all’aria aperta, rapito dal fascino di questa disciplina. Non è mai troppo tardi. Voto:8

Stefano Pizzato: si fa largo tra tavoli, vetri e bottiglie dicendo : ” ciao ragazzi, a chi farete le sequenze domani? “ Professionista. Voto:8

Claudio Piazza: patisce l’esordio del venerdì, subendo i ritmi tirolesi trovandosi spaesato fuori dalla sua Brianza. Trascorre il sabato mattina a rimuginare alle Terme di Langenfeld e la notte si fa trovare pronto. Il gioco lo gestisce lui, tutte le bottiglie passano dalle sue mani. Voto:8

Klara Fischnaller: dopo un estate di dietro macchina, fuori soglia e lavori sul Rombo, la bionda di Merano mette in pista tutta la sua cilindrata. Una bella carburata prima di volare in Belgio. Voto:8

Francesco Gatta: 2000 a chi? Il Kaiser di Campiglio entra in Tirolo come un rullo compressore. ” Uno invecchia quando molla, e io ancora non mollo”. Voto:8

VCO: animali da competizione. Incredibile la genetica di questi ragazzi, cresciuti sotto l’aura di Max Blardone, talmente genuini da sembrare di un altro mondo. Vi amiamo ragazzi, amiamo la vostra vena sempre chiusa. Voto:8

Comitato Trentino: nella due giorni abbiamo visto i veri senatori. Kevin Giuliani, Allegra Finazzer e Beatrice Gatta tengono in piedi una baracca che senza la loro avrebbe visto lo storico tavolo del Trentino colonizzato dall’est Europa. Voto:8

Francesco Romano: Tra la moltitudine di nuovi volti, rivederlo dopo la battaglia è stato come prendere l’inversione sul Rettenbach. Che spettacolo, che uomo. Voto:8

Daniel Liberatore: ormai diventato un pilastro della Val di Fassa, il Dj di Mazzin timbra ancora la presenza. Visibilmente nervoso quando nota una bottiglia molto pregiata in un tavolo adiacente al suo. La risposta? Un’altra ancor più costosa. Voto:8

Alessia Percudani: la pinguina genovese era molto attesa in Otztal. Una due giorni in cui ha fatto vedere tutto il suo agonismo dopo anni in cui si sono narrate solamente leggende. Voto:8

Diego Davare: GEN Z a chi? Non molla mai, giovane dentro, combatte fino alla fine. Voto:8

Comitato Piemonte: quanto ricambio generazionale in questa regione. Tutti gasati come tonni, tutti alla ricerca del limite in una scatola piena d’emozioni. Blengini tenta di tenere tutti al guinzaglio ma alla fine si deve arrendere alla legge del Fire. Voto:8

Gabriele Pezzaglia e Andrea Chericato: ritorno all’infanzia per le due colonne di Race Ski Magazine. Sempre bello rivederli nonostante la sana concorrenza. Teniamo fuori da questo sport i cialtroni che si nascondono dietro ad un nickname. Voto:8

Silvano Varettoni: una consuetudine la sua presenza.  Stesso posto, stesso Cocktail, stesso Fire. Voto:8

FVG: quando entrano Berra e Kandutsch ogni volta sale il boato. Direttamente dalla Carinzia per firmare il registro, senza i fidi Martinuzzi e Piller ma con tanto ricambio generazionale. Anna del Fabbro, Sofia Kratter, Emma Petris, Zoe Fattorel ed Chiara dal Molin assaggiano l’atmosfera da Coppa del Mondo.  Voto:7

Comitato Veneto: dopo anni di anonimato completo qualcosa si muove. Provano a rialzare la testa con Genny Vallazza, Beatrice Ghedina, Alberto Battaglia e Marco Biz. Sufficienza d’incoraggiamento verso l’Alta Badia. Voto:6

Lorenzo Bassanelli: fino a qualche mese fa avrebbe guardato l’Opening dal divano. Tenta di fare voce grossa, ma l’inesperienza lo condanna. Serve più intensità,  il Tirolo però lo gasa. Voto:5,5

Squadra B femminile: quella dello scorso anno tornò a casa con un dieci. Quest’anno ci provano ma non prendono nemmeno l’inversione. Voto:3

Alto Adige: ad un certo momento abbiamo pensato alla chiusura del Rombo, ad un blocco internazionale sul Ponte Europa. Ma dove sono spariti? Dove erano Reiterer, Pfeiffer, Zuech e tutti i mostri sacri tirolesi? Voto:2

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