Ciclismo, Interviste

Andrea Vendrame: “Sto vivendo il sogno”

Stava diventando un caso, uno di quei paradossi di cui nessuno sa spiegarsi il perché. Andrea Vendrame ha vissuto in pochi mesi situazioni completamente opposte, da un inspiegabile incidente, passando per la resurrezione di Plumelec, fino all’incertezza di rimanere a piedi senza un contratto tra i professionisti. Al Piccolo Giro di Lombardia non si parlava d’altro: “ma come fa a non passare Vendrame? Ma come è possibile?” Queste le domande tra gli appassionati intenti ad aggiornare la pagina Facebook della Colpack per seguire la diretta che vedeva Andrea lì davanti, a dar battaglia ai suoi coetanei della BMC e Lotto Soudal sulle strade della Brianza. Sulla salita della Marconaga di Ello, Andrea ha voluto dare una svolta al suo destino, con uno scatto il quale ci mette ancora i brividi, lo scatto di un bambino che vuole realizzare il suo sogno: quello di diventare un corridore professionista. Poi ci ha pensato un saggio come Andrea Noè a finalizzare il tutto, con il procuratore Jonny Carrera a proporlo all’Androni Giocattoli Sidermec di Gianni Savio. Solitamente Savio non sbaglia un colpo quando si tratta di giovani promettenti, è stato così con Rujano, Parra, Diego Rosa e ora speriamo vivamente sia il turno di Andrea Vendrame.

Andrea, ora sei passato ai piani alti, come ti senti? Raccontaci come hai passato gli ultimi giorni da Under. “Sono felicissimo, dentro di me ero quasi sicuro di passare professionista, ma finché non arriva la firma non si ha mai la certezza. Fino al Lombardia ero ancora in alto mare, ma subito dopo alcune squadre si sono fatte avanti. Andrea Noè, che lavora con il pool dei Carrera e segue da vicino i giovani mi ha cercato. In seguito Gianni Savio ha dimostrato particolare interesse nei miei confronti. Così sono andato in Toscana da Michele Bartoli per effettuare un test. Un incrementale che prevedeva un incremento di 10 Watt ogni 30 secondi. A fine test Michele era contento ed in quel momento ho capito che era quasi fatta. Alcuni giorni dopo ero in bici quando ho ricevuto la chiamata di Jonny Carrera. “Andrea prepara i documenti perché si firma per l’Androni”. Inutile dirvi che la mia pedalata è stata molto più leggera dopo quella telefonata”.

Quali programmi hai ora? Hai già iniziato la preparazione?

“Sono stato in vacanza qualche giorno con la mia fidanzata, e la bici non l’ho ancora presa in mano. Mi tengo sempre brillante con qualche camminata e con la palestra, si inizierà a fare sul serio dalla prossima settimana. Andremo con la squadra tre giorni sui Colli Euganei per il primo ritiro, seguiti da altri tre giorni a Cesenatico. Conoscerò la mia nuova formazione in quei giorni”

Come te lo aspetti il mondo dei professionisti?

Voglio scoprirlo bene subito, mi alleno da molto con Modolo e Pellizzotti, ma le gare sono un’altra cosa. Non ci sarà più l’allenatore a dirti tutto, bisogna imparare anche ad auto gestirsi. Cercherò comunque una preparazione che mi dia un picco di condizione, è la partenza di un viaggio e voglio migliorarmi nei giri a tappe, anche se le corse di un giorno mi si addicono maggiormente”.

Quest’anno c’è il Giro del centenario, credi in cuor tuo nella partecipazione?

” Certamente, sono giovane, ma il fatto di avere 4 tappe vicino a casa mi dà una grande carica e poi può servirmi per il futuro, vedremo”.

Al Piccolo Lombardia hai dimostrato una grinta incredibile, vedere da vicino il tuo scatto sulla Marconaga per ricucire il distacco ci ha fatto venire i brividi. Che ricordi hai?

Ho dato tutto me stesso in quel momento, gli altri non avevano il passo per ricucire il gap, così mi sono detto che era arrivato il mio momento. Sentire quel tifo, voi di Solowattaggio lì per incitarmi a dare tutto, mi ha fatto pensare che sarebbe stato meglio un quarto posto da protagonista, piuttosto di una giornata anonimato. Nel finale i giochi di squadra Lotto hanno prevalso, ma non ho certo rimpianti”. 

solowattaggio Andrea Vendrame Piccolo Giro di Lombardia
La grinta di Andrea al Piccolo Lombardia per    realizzare il sogno

Lasci la Zalf dopo anni, come vedi per il futuro la corazzata di Rui e Faresin?

“Lascio formalmente la Zalf, ma essendo libero di avere un proprio punto di riferimento per la preparazione, continuerò ad essere seguito da Faresin. Credo abbiano un bel futuro, hanno ingaggiato ottimi giovani come Battistella, Faresin, Marchetti e Zanna. Hanno creduto in me quando ero alla Marchiol, quest’anno a causa dell’incidente non li ho ripagati come avrei potuto. Quando ero in ospedale mi hanno sempre supportato e gliene sarò sempre grato”.

Dopo l’incidente è arrivata un ulteriore beffa, sei stato multato perché non avevi il campanello sulla bici. Questi fatti dimostrano quanto i ciclisti siano poco rispettati in Italia, quando al Nord invece sono venerati. Come giudichi questo episodio?

“Ho ricevuto una sanzione di 17 Euro perché non avevo il campanello, ma ora non posso fare altro che riderci sopra. Potrei iniziare a vendere campanelli da quanti ne ho ricevuti in regalo dopo quel giorno”.

@bauerdatardaga

 

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Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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