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Come stanno i nostri gigantisti? Lo abbiamo chiesto a Giulio Bosca

Milano, zona Bovisa, siamo alla Red Hook Crit e da poco è giunto a trovarci Giulio Bosca assieme al fratello Guglielmo, determinatissimo davanti alla sfida con cui sta lottando, Mattia Casse e Valentina Marchei.  Mentre i finalisti riducono in poltiglia l’asfalto, per un attimo lo osservo e provo ad immaginare che cosa stia pensando nel vedere questi cavalli su una bici a scatto fisso senza freni.

Dopo il ritiro di Florian Eisath, è diventato lui lo sciatore imprenditore del panorama italiano, un atleta dalle mille risorse, uno che ci ha sempre visto lungo, anche quando in molti credevano fosse andato negli USA per fare turismo. Spesso sui ghiacciai gli allenatori ogni giorno ripetono i soliti concetti tecnici, dalla profondità, alla base d’appoggio. Ognuno ha i suoi punti di forza e le sue pecche,ma davanti a Giulio non ci si può fermare al gesto, ciò che balza agli occhi è la sua arma principale: l’intensità.

Negli anni scorsi alle FIS mi fermavo a sentire i suoi versi e le sue movenze nelle manche di gigante, dei veri e propri ululati animali che arrivavano dal suo istinto primitivo e dal suo essere agonista in tutto. Lo scorso anno Carlo Beretta mi raccontò di quanto lo colpì il modo in cui il nostro gigantista riuscisse a dare il 120% in ogni manche, la massima concentrazione nei pochi secondi a disposizione che contraddistinguono questo sport. Mentre a pochi metri la fidanzata Alessandra Radice spiegava al Prez i dettagli della sua prossima linea di costumi, ne ho approttitato per parlare con Giulio, Soelden è alle porte. ” Ci siamo! – ha esordito il milanese- manca veramente poco e questa sera ho voluto esserci per la finale della Red Hook. In Argentina ero partito bene, stampando bei tempi, poi ho rallentato. Ora stiamo preparando l’Openig a Hintertux”.

Mancano poco più di due settimane al gigante più suggestivo del Circo Bianco, sebbene il Rettenbach non presenti grandi contenuti tecnici pendenza e manto nevoso esclusi, il fatto di aprire la stagione lo rende al centro dell’attenzione al pari delle classiche di gennaio, un fenomeno di importanza vitale per l’intero ambiente. Tutti gli atleti arrivano freschi e tutti vogliono vincere davanti ad un pubblico scatenato nella due giorni di Apres Ski tra le vie paesane. Dopo un periodo opaco, il cui podio manca dalla Val Badia con Eisath, ecco un sunto sullo stato attuale dei nostri gigantisti. “Nani ultimamente è l’uomo più in forma, mentre in Argentina era De Aliprandini era il più veloce. Tonetti ha la sua solita costanza, mentre io ultimamente non ho stampato grandi tempi. Ho caricato molto con i lavori e spero di scaricare tutto prima di Soelden e ritrovare la mia intensità, conto molto su questo aspetto”.

Sembrano ormai preistorici i tempi di Blardone e Simoncelli, ma al momento sono loro le nostre frecce, ragazzi pronti a dare l’anima e a tirare fuori tutto il coraggio necessario. Forza Azzurri!

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Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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