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Chi dimentica è complice: Francesco De Candido, il re dell’Olimpia

Leggendo il titolo, tutti quelli che hanno girato e respirato l’aria del Circo Bianco Italiano, avranno pensato che quest’articolo parli di una vecchia gara di discesa o superg vinta dal nostro Bauer, ma così non è. Il nostro Francesco De Candido infatti non è diventato il re dell’Olimpia delle Tofane grazie ad un risultato nelle sue discipline, bensì grazie ad una vittoria nelle porte strette.

Chiunque abbia partecipato ad una gara FIS di supercombinata nelle ultime tre stagioni si starà chiedendo come sia possibile, avendo visto il nostro azionista esibirsi in manche a dir poco imbarazzanti fatte di busto eretto, sterzatina anche sui piani, braccia piantate in avanti alla Benni Raich e sette secondi di distacco in una manche di appena 35.

Bauer in azione a Monte Croce
Bauer in azione a Monte Croce

 

Ebbene sì, dovete sapere, che prima della stagione della svolta nel 2013, Bauer era solito andare forte anche in slalom, e se andrete a vedere nella sua biografia FIS scoprirete che una delle sue due vittorie in gare internazionali arriva proprio dai pali stretti, conquistata a Cortina nel neanche troppo lontano gennaio 2011.

La start list dello slalom di quel giorno avrebbe fatto rabbrividire il novellini che combattono per la vittoria nelle FIS junior venete attuali, con atleti del calibro di Nicolò Menegalli, dominatore quell’anno del circuito aspiranti delle gare istituzionali, Andrea Dorotei, reduce da vari risultati da 30 punti conquistati sulle piste Valdostane di Valgrisanche e Rhemes  Notre Dame, e due specialisti d’eccezione come Francesco Avesani ed Andrea Appierto, che difficilmente si lasciavano sfuggire il podio in gare di quel tipo.

La gara sembrava già scritta con i sopracitati che avrebbero dovuto dominare senza problemi, ma il pendio piatto del finale dell’Olimpia e le distanze d’altri tempi che si aggiravano sui 13 metri potevano lasciare la porta aperta a qualche sorpresa. Con il numero 1 è partito proprio Bauer, portacolori quell’anno della Forestale, che con una manche pazzesca fatta di assorbimenti disumani e linee al limite della fisica andava a piazzarsi in testa con un distacco di addirittura nove decimi su Appierto ed Avesani, con Menegalli staccato addirittura di un secondo e mezzo. Una run che ha lasciato scetticismo ed incredulità all’arrivo, con le solite frasi di rito del tipo “E’ davanti solo per il numero” e “Nella seconda con le buche uscirà sicuro” Che la facevano da padrone, ma purtroppo per le malelingue così non è stato. Nonostante un’arretrata pazzesca e un recupero degno del miglior Hirscher nell’ultima doppia davanti al traguardo, De Candido è riuscito a mantenere la posizione lasciando il povero Appierto che già si stava pregustando la vittoria ad un amaro secondo posto a soli 12 centesimi dalla vetta.

Da quel giorno il Bauer slalomista non si è più visto in circolazione, ma siamo sicuri che su certi pendii e soprattutto con un po’ di allenamento sarebbe ancora in grado di stupirci anche tra le porte strette.

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