Esaurimento o calo di tensione?

La crisi di Kristoffersen

Caro Henrik, che succede? Siamo ormai a stagione inoltrata ed è già tempo di bilanci provvisori. Tra sorprese e conferme nelle gare tecniche, una cosa balza subito all’occhio, l’assenza quasi costante dal podio di uno dei protagonisti degli ultimi anni: Henrik Kristoffersen. Ve lo ricordate il giovane sbruffoncello che derideva la concorrenza negli slalom delle stagioni 2016 e 2017? Filotti di vittorie da Adelboden a Schladming con in mezzo Wengen e Kitz da far rabbrividire chiunque, frutto di una superiorità tecnica e una determinazione in grado di mettere sotto pressione anche Marcel Hirscher.

Bene, l’allora 22enne norvegese sembrava non avere nessun rivale e un futuro da protagonista assoluto davanti a sé. Eppure qualcosa si è inceppato, le stagione 2018 e 2019 gli hanno regalato sì risultati eccezionali come il mondiale vinto in gigante ad Aare e una strage di punti in Coppa del Mondo frutto di innumerevoli podi, ma hanno cominciato ad evidenziare qualche cedimento soprattutto a livello mentale, causate da un atteggiamento tecnico non più ottimale e da una tensione costante nel vedersi quasi sempre battuto da Hirscher. Primi segni di cedimento che hanno cominciato ad amplificarsi nella stagione scorsa, quando si ha vinto entrambe le coppette nelle discipline tecniche con uno scarto di punti ridicolo, ma che ha dimostrato soprattutto una vulnerabilità in certe situazioni difficile da colmare con i suoi più diretti avversari.

Vulnerabilità che si è amplificata in questa stagione, dove non solo è sembrato molto più goffo nell’azione soprattutto in gigante, ma dove ha dimostrato anche in slalom una tecnica ormai al limite dell’obsoleto, con pieghe a tratti eccessive e punte sempre a risalire, con errori qui e là davvero inconcepibili da un atleta che ci aveva abituato alla perfezione fino a qualche stagione fa.

Eppure sembrava dovesse essere lui l’erede diretto di Marcel, quello che avrebbe potuto dominare la scena in slalom e in gigante nei 5/10 anni successivi al ritiro della star austriaca. E invece sembra sia andato tutto nel verso sbagliato. Molti dicono che tutto ciò sia dovuto ad un esaurimento date le continue tensioni che Henrik si è addossato nelle scorse annate, e che hanno dato vita a dei veri gesti isterici nei parterre della Coppa del Mondo che l’hanno portato a finirsi. Ipotesi alquanto probabile, ma che può essere smentita da una visione più attenta e profonda. Le gare di Adelboden hanno evidenziato un Kristoffersen quasi sconsolato, senza neanche più la forza di lanciare i bastoni dalla rabbia dopo delle manche disastrose come la seconda del gigante di sabato. I suoi occhi fanno fatica da infuocarsi come un tempo e sembra faccia fatica a sopportare il fatto di lavorare sempre da solo per una situazione quasi di terra bruciata che si è creato negli anni.

Sembra che ci sia stato proprio un calo di tensione da parte del fenomeno norvegese, che sembra quasi abbia ormai abbandonato le prospettive di conquistare la coppa generale in questa stagione. Ovviamente tutti ci auguriamo che possa cambiare presto rotta e tornare competitivo già dai due slalom sul Ganslern, lo sci non può privarsi anche di un altro protagonista assoluto.

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