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Extraterrestre Van der Poel: Pazzia all’Amstel. Il pagellone

Grande festa sulle Ardenne, dove la Pasqua quest’oggi è stata celebrata nel migliore dei modi, con la corsa della birra, l’ Amstel Gold Race. Protagoniste ancora le Cotes che da sempre caratterizzano questa corsa, ridisegnata nel finale per agevolare lo spettacolo.

Spettacolo che non si è fatto attendere, con il grande favorito della vigilia Mathieu Van der Poel che a più di quaranta Km dal traguardo accende la corsa con uno scatto inutile. Il gruppo lo lascia fare, tenendolo a bagno maria convinto di escluderlo subito dai giochi. Ripreso l’olandese così ci pensa Alaphilippe a fare emergere i valori di giornata, solo Trentin, Kwiatkowski e Fuglsang inizialmente reggono il ritmo a pochi metri di distanza. Fuglsang ha una gamba assurda, si riporta sul francese ed i due sembrano planare da soli sul traguardo quando mancano più di venti Km. Il duo alle loro spalle formato da Trentin e Kwiatkowski non sembra fare realmente paura, con il gruppo che inizialmente sembra quasi rassegnato e senza organizzazione. Nell’ultimo Km succede l’impensabile, Alaphilippe e Fuglsang si controllano, così Kwiatkowski tenta il tutto per tutto lanciando una volata lunghissima che lo fa rientrare sui due. Non è però finita, ai meno quattrocento il gruppo trainato da MVP scarica a terra gli ultimi wattaggi rimasti. Incredibile, l’olandese riprende il trio di testa e va a vincere la sua prima classica. Nel ciclismo moderno fatto di scatti pianificati, contrasti tra preparatori e tecnici, tabelle e medie prestabilite, ecco l’estro e l’ignoranza di questo crossista umiliare in questo modo gli avversari. Sarà un fuoco di paglia? Diventerà “normale” qualora decidesse di dedicarsi a tempo pieno sulla strada? Nel dopo gara non mancano le polemiche, le ammiraglie avrebbero agevolato il rientro del gruppo, capace di recuperare troppi secondi senza una squadra veramente convinta all’inseguimento. Non ci resta che aspettare il commento di Lance Armstrong nel suo podcast settimanale. Andiamo al pagellone.

Mathieu Van der Poel: fino all’ultimo Km avrebbe preso un bel due. Saremmo qui a parlare del suo modo di correre, che la strada non è il fango, di chi lo manda al vento a più di 40 Km dall’arrivo. Negli ultimi 300 metri ribalta tutto, tirando da solo e vincendo pure la volata. Molto probabilmente le ammiraglie hanno agevolato il rientro, ma i fuori soglia come questo corridore non li regge nessuno. Lefevre sarebbe già pronto a metterlo sotto contratto per il 2020. Voto:10

Simon Clarke: minestrone di corridori in casa EF. Corrono malissimo ma l’australiano porta a casa un bel secondo posto. Voto:9

Matteo Trentin: immenso, il Trentin che vorremmo sempre vedere. Tiene regolare sui muri, ritorna sotto in pianura. Avrebbe meritato il podio. Voto:8

Alessandro De Marchi: attenzione, se arriva così avanti in una corsa così, alla Liegi può fare il colpaccio. Forza Rosso! Voto:8

Julian Alaphilippe: protagonista fino alla fine, sembrava avere tutto sotto controllo. Nel finale pecca di presunzione, ma qualcosa dietro deve essere successo. Voto:7

Jakob Fuglsang: come correre per il secondo posto. Tenta uno scatto in pianura che non si vede nemmeno tra gli amatori, poi si accoda aspettando il ritorno del gruppo. Voto:5

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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