fratelli-in-armi

Dopo quasi 8 anni ho passato la mia prima estate lontano dagli sci, lontano dagli allenamenti e sono entrato direttamente nel mondo dello sport amatoriale senza motivazioni particolari. Le dure sedute in palestra fra girate e squat sono state rimpiazzate da uscite in bicicletta frammentate da lunghe pause gelato e da tante ripetute di McDonald’s. In poco tempo la voglia di spaccare in due i bilancieri e le pedivelle della mia bicicletta è svanita completamente nonostante provassi a pormi obbiettivi agonistici differenti anche in altri sport, dal ciclismo fino al badminton. (Eh si, non sapevo più dove sbattere la testa). Il solo desiderio di voler provare a vincere le classiche “gare del paese” non è servito per lanciarmi in una nuova sfera da amatore-agonista. Sapete perché? Lottare per un obbiettivo senza trovare il supporto di qualcuno che parli la tua stessa lingua sportiva è cosa impossibile.

In fin dei conti facciamo sport perché creiamo rapporti di fratellanza, perché cerchiamo supporto in qualche compagno, perché cerchiamo sempre qualcuno con cui confrontare le nostre prestazioni, perché vogliamo avere persone al nostro fianco che facciano le nostre stesse cose. Anche gli sport individuali non sono così individuali come si possa credere, anzi. A volte pensiamo che la nostra motivazione principale sia il successo personale e la voglia di vincere, ma forse andiamo avanti perché sappiamo di avere al nostro fianco persone uguali a noi, persone che faticano e hanno il nostro stesso obbiettivo, o meglio ancora il nostro stesso sogno. Senza queste persone la nostra presenza nello sport sarebbe inutile o quantomeno insipida.

Prendete un ex-atleta professionista, sedetevi ad un tavolo e chiedetegli: “Raccontami la tua carriera”. Vi parlerà dell’ambiente che si respirava, dei discorsi a tavola dopo cena, degli scherzi negli alberghi, delle feste, delle litigate con i colleghi. Vi parlerà di ogni suo compagno e vi racconterà aneddoti sulle loro avventure, sui loro allenamenti e sulle loro stupide abitudini pre gara. Molto probabilmente vi diranno anche di quanto russavano durante la notte.

Certo, vi parleranno anche del loro palmares, delle loro vittorie, delle loro sconfitte e delle loro speranze, ma non lo faranno con gli occhi lucidi come quando ricordano i loro fratelli in armi.

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