Hirscher ha distrutto il mio esperimento trash

I primi 5 giorni di avvicinamento alla 10k di Milano sono passati. Il mio corpo sta reagendo abbastanza bene, o almeno credo, e sono in piena mentalità convinto. Sto utilizzando diverse tecniche mentali e scaramanzie che usavo quando ero sciatore, così da acquisire sicurezza in pochi giorni. Preparare uno sport che non ha nulla a che vedere con il mio fisico, in così poco tempo, mi ha fatto capire tantissime cose e soprattutto ho trovato diverse analogie con i miei sport. Ma soprattutto ho capito, grazie a Hirscher, che esiste un solo modo di fare sport agonistico.

La preparazione è stata impostata solamente sui fuori soglia, non ho mai fatto un allenamento più lungo di 45 minuti, il più corto è stato di 20 minuti compreso riscaldamento. Avrei voluto morire. Tante ripetute sia sul passo, lunghe circa 3/4 minuti, che sulla cadenza e la velocità, lunghe dai 30 secondi al minuto e mezzo piramidali. Lunedì ho fatto un test sui 40 minuti con gli ultimi otto ad incrementare fino allo sfinimento. La velocità di crociera che punterò a tenere domenica sarà dai 12,7 ai 13 km/h. Potrei andare anche più forte, sono convinto che correre all’interno di una struttura con molta umidità e con il tasso di sudorazione veramente pesante possa limitare le capacità. Sono tutte cose che penso nella mia testa e che mi danno sicurezza, potrebbero essere tante cazzate. Anzi, tante sono sicuro che lo siano, ma voglio convincermi al contrario. Ecco dunque settato l’obiettivo: sotto i 46 minuti e 50 secondi.

Il gesto è sicuramente migliorato: le prime due sedute di allenamento somigliavo a Ciro Immobile, correvo solo lateralmente facendo danzare le braccia, ma poi dopo aver discusso con il Dragone Alato, uno che copre 16 km in un’ora, ho cambiato l’assetto e l’impostazione. Ora corro più verso l’avanti cercando di non scostare troppo il bacino lateralmente. E’ lo stesso concetto dello sci alpino: far velocità nella direzione più veloce.

Come prevedevo la dieta non mi ha dato problemi con i soli due pasti al giorno. Logico, prima di andare a dormire un minimo di fame l’ho sempre sentita, ma ho provato a convincere il mio corpo che di risorse e di grassi ne aveva già acquisiti troppi durante l’anno. La cosa bella del digiuno serale è che ti alzi al mattino fresco come una rosa, non hai la sensazione di sonnolenza che ti regalano le farine 00. La bilancia dice 3 kg in meno, in questi quattro giorni vorrei perderne altri due: devo essere leggero come una gazzella.

Le scarpe che utilizzerò hanno un anno e mezzo di squat alle spalle, non sono molto reattive ma mi danno sicurezza e non ho voglia di aver problemi a quattro giorni dalla gara comprando un Adidas Boston come consigliato dal Dragone.

La motivazione non va male. La musica serve solo nel pre e post allenamento, non va mai utilizzata negli allenamenti, soprattutto ad alta intensità. Questo è un consiglio che do a tutti voi: quando il nostro cuore è fuori soglia, le nostre orecchie devono solo ascoltare il battito, il fiato e il rumore che stiamo facendo. La musica è doping e voi non potete essere scorretti con il vostro corpo.

Fino a sabato sera ero gasato, gasatissimo. Anzi, la mia carriera da sportivo amatoriale era rinata. Ma poi è arrivato Marcel Hirscher, un’ispirazione, un mito, uno che dovrebbe essere osservato dall’intera umanità. Grazie a lui ho capito che ciò che sto facendo non ha senso, è una gran cazzata.

L’agonismo è la forma più intensa e prepotente di socializzazione. Il rapportarsi e confrontarsi con un nostro simile è il motivo che ci spinge a fare meglio e ad andare oltre le nostre capacità. Hirscher non scierebbe a quel livello se non fosse arrivato Kristoffersen, non è diventato così mostruoso perché voleva battere se stesso.

Sfidare qualcuno, non se stessi. Dobbiamo smetterla di pensare di far sport per superare i nostri limiti o battere i nostri record, è un pensare da egoisti. È un pensare antisportivo. Lo sport, quello agonistico, è fatto di persone che si danno battaglia, non di persone che gareggiano per combattere contro se stesse per una medaglia di partecipazione. Prendete un amico e ditegli: “Domenica ti voglio battere”. Non è arroganza, non è estrema convinzione, è solo istinto umano.

La prossima volta, prima di fare un esperimento, devo chiamare un amico o conoscente e dirgli: “Tra dieci giorni ti sfido in una 10km”. Perché quello che sto facendo ora è si una preparazione ad un obbiettivo, ma è un obbiettivo che non ha motivo di esistere. È un obbiettivo totalmente privato, egoista e dunque antisportivo.

Lo so già come andrà a finire Domenica. Dopo che avrò tagliato il traguardo, guarderò quelli che sono arrivati prima di me esclamando: “Ma come c**** ho fatto a farmi battere da questi qua?”. E tutti i tempi e i record personali andranno direttamente nel WC.

Perché gareggiare contro se stessi è come la corazzata Potemkin. Ci si diverte solo se si fa sport per vincere. Anche se poi non si vince.

Se mai Domenica mi riconoscerete in partenza, ditemi: “Non vedo l’ora di batterti, chiodo”. Vi prego, mi migliorereste la mattinata e la prestazione.

Ex sciatore Pro(?) Amo la Roubaix, Kitzbuhel e i non campioni che hanno stile e vincono ogni tanto.

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