Chi dimentica è complice

Il caos di Pila 2010

pila-2010

“Chi dimentica è complice”- Terza puntata. Ci sono giornate che profumano di leggenda fin dal mattino. Ci sono giornate dove caos e imprevedibilità si mescolano creando momenti di suspense che rimarranno in eterno nella mente di ogni protagonista. Il 31 Marzo 2010 fu una giornata del genere, anzi fu ancor più pazza. Quel giorno andò in scena il Campionato Italiano Giovani di super-g più incredibile degli ultimi 15 anni.

Il parco atleti presente a Pila era da pelle d’oca: Mattia Casse, reduce dal titolo mondiale junior in discesa e da un bronzo in super-g, il livignasco Julian Giacomelli, Andrea Ravelli, Luca De Aliprandini, Alessandro Brean, Michael Eisath e Giulio Bosca. Un gruppo di talenti insomma. Erano questi i grandi favoriti, anche se per loro questa data rimarrà per sempre segnata sul calendario con un bollino nero.

A colazione, fra dozzine di panini alla Nutella e cappuccini, atleti e allenatori si scambiano pareri e pronostici: “Vincerà Casse a mani basse”, “Si lotta per l’argento o il bronzo”, “Il podio è già scritto”. Poi è tempo di ricognizione e inizia ad animarsi anche la speranza per gli outsider e per i giovani presenti per fare esperienza: infatti molti addetti ritengono che la neve caduta nella notte possa agevolare i numeri di partenza più alti. Ma sono solo supposizioni e per di più i fenomeni in partenza fanno paura in ogni condizione, favorevole o sfavorevole che sia. Parte la gara e dopo i primi 15 la situazione è quella pronosticata da tutti: primo il super favorito Mattia Casse, seguito da Julian Pizzinini e terzo Luca De Aliprandini. Durante la pausa però una mandria di lisciatori scende nel tracciato e toglie tutta la neve più morbida in superficie, lucidando ancora di più il manto nevoso. Il risultato? Caos totale. Quando la gara sembrava già finita ecco il colpo di scena che nessuno si sarebbe aspettato.

La pista ora è una veloce rampa di lancio verso risultati sorprendenti. Con il numero 17 Beretta taglia in prima posizione e i big al traguardo iniziano ad agitarsi commentando con la più classica delle sentenze: “Ma dai, l’ha fatta fuori dal vaso!”. Ma non c’è nemmeno il tempo di esultare perché il padrone di casa Thierry Marguerettaz con il numero 19 fa segnare il miglior tempo provvisorio facendo svanire i sogni di gloria di molti atleti. I ragazzi al traguardo sanno che sarà una giornata eterna, mentre in partenza gli atleti iniziano a sentire sempre di più l’odore di un’impresa leggendaria. Sono momenti caratterizzati da una tensione e un’adrenalina che ogni ragazzo si porterà sempre nel cuore, perché non capita tutti i giorni di poter battere i migliori di categoria proprio nel giorno del campionato italiano. Ogni discesa ora può diventare quella decisiva.

E’ tempo di Michelangelo Tentori, con il numero 24. In super-g ha sempre dimostrato grandi cose durante tutta la stagione e dunque l’attesa al traguardo è straziante: 12 centesimi di ritardo dal Valdostano Marguerettaz e seconda posizione a pari merito con il compagno di comitato Beretta. Poi arriva Cazzaniga che fa tremare tutto il parterre piazzandosi in sesta posizione provvisoria; diversi atleti intanto si avvicinano di prepotenza ad una top 10 che fino a qualche ora prima potevano vedere solo con il binocolo. Le radio degli allenatori in pista sono talmente bollenti che non riescono a tenere il passo delle informazioni che vanno e vengono. Sembra quasi di assistere alla fine del mondo, sembra che tutto dipenda da quei minuti di sci.

Passano gli atleti e la situazione sembra delinearsi, ma quando meno te lo aspetti ecco un ragazzo del comitato Alpi Centrali. Il suo nome è Ivan Codega, direttamente da Premana, e grazie ad una discesa perfetta con il numero 34 riesce a far andare i suoi sci ad una velocità folle. Prima posizione! Al traguardo si sentono grida di gioia e le voci di atleti che lo maledicono, mentre molti rimangono a bocca aperta increduli. Un giovane che non tutti conoscono si è appena laureato campione italiano di super-g contro ogni pronostico; il cronometro ha parlato ed è’ lui il vincitore di giornata, è lui quello che tutt’ora ha a casa la medaglia d’oro di quella gara. Fortuna? No, perché gare del genere non si vincono mai con gli aiuti di madre natura, ma si vincono con il piede e la voglia di tagliare il traguardo per alzare le braccia al cielo.

C’è solo un ragazzo che può rovinare i piani del lombardo: Max Rinner, uno dei piedini più morbidi del circuito, uno talmente bravo a fare velocità che non sa nemmeno come fare per frenare. Mancano poche porte al traguardo e il tempo sembra essere pazzesco; a due curve dalla fine però la traiettoria si allunga troppo ed è costretto a intraversare gli sci per rimanere in gara. Nonostante tutto riesce a cogliere una buona nona posizione e intanto Codega & co. tirano un sospiro di sollievo leggendo il tabellone cronometrico. Codega, Marguerettaz, Tentori e Beretta: e’ questo il podio definitivo. La gara continua e le prove sorprendenti non mancano: il piemontese Max Novena è ottavo con il numero 49, Lukas Platzer 12esimo con il 53, Franceschetti 15esimo con il 43, Simone Anselmo è 20esimo addirittura con il numero 80. Fino all’ultimo concorrente la tensione non cala.

La gioia nel post-gara non si placa nemmeno in albergo:“Ma cos’hai combinato? Cos’hai fatto?” chiedono i compagni del nuovo campione italiano. In serata poi, appena dopo la classica birra di celebrazione, è lo stesso Codega che in preda all’adrenalina e all’eccitazione riempie la propria bacheca di Facebook con un “SEEEEEEEEE” così lungo da riempire la schermata di tutti gli smartphone degli amici.

Queste sono giornate di sport che in futuro verranno narrate per ore ed ore nei migliori Bar d’Italia da uomini ormai in pensione. Se solo ci fossero state delle televisioni a riprendere quella giornata così strana, intensa e memorabile.

 

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Ex sciatore Pro. Amo la Roubaix, Kitzbuhel e i non campioni che hanno stile.

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