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intervista bass numero 99 swatt club

Intervista a Bass, il numero 99 Swatt Club

Bass, Lorenzo Bassanelli, il DS dello Swatt Club, il nostro nuovo numero 99. E’ lui il primo degli intervistati fra gli appartenenti della serie di pettorali dal numero 51 al 100. Una figura ormai nota per i conoscitori del nostro mondo, un ragazzo che si è avvicinato a Solowattaggio in cerca di appartenenza e fuorisoglia. Si è raccontato in una serata milanese molto piovosa, dopo aver ingerito un McFlurry agli Smarties.

Bass, qual’è il tuo ricordo agonistico più vecchio?
La Gara 2- al meeting nazionale di Piediluco, in Umbria. Facevo canottaggio da piccolo, sognavo in grande.

E come andò?
Conquistammo il pass. Ricordo molto bene le fasi successive al traguardo. Avevo un cappellino marroncino con il logo verde della Carlsberg, ho urlato e l’ho lanciato lanciato in acqua per l’adrenalina. Poi l’ho ripreso.

Veniamo ai tempi moderni. Perché lo Swatt Club?
Per l’esagerazione.

Eppure c’è gente che dice che non succede nulla qui…
Eppure abbiamo fatto, eccome…

Chi è il tuo attore faro?
Kurt Russel in Jena Plissken.

Con che regista vorresti lavorare?
Scorzese.

Parlaci del personaggio dei tuoi ultimi due cortometraggi, che uomo è?
Nel primo è un’astronauta pre-pensione, uno che sognava molto e che si ispirava al suo idolo d’infanzia. Mentre nel secondo è in pensione, molto più calmo e malinconico e rimpiange insieme al Kaiser i momenti sulla Luna.

Come si evolverà il tutto?
Ci saranno nuovi teaser, nuovi personaggi. Chissà se tornerà l’astronauta.

C’è qualcuno che vorresti interpretare?
Vorrei essere “il Trattore di Bergamo” Mattia Casse nella discesa di Kitz.

Parliamo di sci. Quali sono i tuoi dogmi nella sciata?
Spezzare bene, sentire il peso tutto sull’esterno, peso avanti e a fine curva non far vedere più lo sci sotto i piedi.
L’importante è sentire cosa accade sotto i piedi, anche se ho due mattoni.

Ma dai Pro che consigli vorresti?
E’ difficile apprendere da loro, hanno un altro linguaggio. Sono di difficile comprensione.

E quindi?
Serve sciare 100 giorni di fila per rinascere. Come Domme quando andò in una malga sullo Spluga per 100 giorni.

Perché il 99?
E’ il numero dei bomber in declino come Ronaldo e Cassano. E nella vita è il numero dell’inizio.

Un consiglio ai giovani?
Come i Norvegesi, fino a 17 anni scuola e sport senza troppe pretese, senza stress. Poi dai 17 anni i migliori entrano nel centro di preparazione Olimpica.

Sport e stile, cosa puoi dirci?
Ragazzi, non mette i fantasmini in bicicletta.

E’ stata la tua prima annata a contatto con gli amatori, cosa ti è rimasto?
Meno voce sicuramente. Poi ho imparato che se non siete pronti non andate alle gare. E le condizioni atmosferiche sono parte delle manifestazioni. Se piove prendi l’acqua, se no stai a casa.
Questa estate stavo pedalando sul Lago di Como con il Body Usa e un amatore mi ha gridato: “We panzone!”.
Io ho risposto: “E’ la cassa toracica”.

Lui è un ingegnere, guarda sempre i dati: velocità massima in discesa 89.3 km/h.

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