Ciclismo, Pagelloni

Le granfondo italiane del 2017: top & flop.

Da questa stagione abbiamo iniziato a seguire in maniera un po’ più continua del solito il mondo del ciclismo amatoriale, il quale sembra stia prendendo sempre più piede di anno in anno tra la gente. Amatori e appassionati di ciclismo sono la vera anima di questo sport, che non per forza deve essere praticato solamente a livello professionistico, ma sembra offrire un’ opportunità di agonismo e svago nel tempo libero anche alla maggior parte dei comuni mortali che nella vita di professione fanno i lavoratori. 

E così abbiamo iniziato anche a noi a districarci poco per volta in giro per il nord Italia, tra qualche garetta in circuito alle 16 del sabato pomeriggio, dove i 40 gradi all’ombra e le strade massacrate rappresentano a pieno il vero ciclismo amatoriale italiano insieme alle granfondo alle prime luci dell’alba della domenica mattina.

Nonostante la stagione di quest’ultime sia poco più in la della sua metà e quasi tutte le classicissime siano già state disputate, Oetztaler Radmarathon a parte che prenderà il via domenica 27 agosto nella località austriaca di Soelden, possiamo già fare un piccolo bilancio evidenziandone quelli che secondo noi sono stati i punti forti e deboli delle diverse organizzazioni. Ecco l’analisi secondo Solowattaggio dei top e dei flop nella nostra classifica delle Granfondo Italiane del 2017.

TOP

SPORTFUL DOLOMITI RACE – La regina della fatica italiana, la più dura dello stivale. Ospitata a Feltre che nel giro di una settimana vede la propria città riempirsi di appassionati delle due ruote sia per la 24h Castelli, una due giorni ai limiti umani della caffeina, sia per la GF Sportful stessa. Un’ organizzazione impeccabile quella dell’ ASD Pedale Feltrino, lungo tutti i passi dolomitici tra Veneto e Trentino, tra la terra e il cielo. Cinquemila partecipanti che si divino tra i 3.000 metri di dislivello del percorso medio e i quasi 5.000 della granfondo. L’arrivo finale nella piazzetta in centro viene raggiunto dopo uno strappo di 300 metri sui sanpietrini che ti portano a concludere una giornata di wattaggi epici spaccandoti prima le gambe che già avevi lasciato sugli ultimi 3km del Passo Croce d’Aune. Portare a termine una granfondo simile è sinonimo di grande soddisfazione. Sicuramente un’ esperienza da provare almeno una volta nella vita.

LA MONT BLANC – La granfondo del Tetto d’Europa è una vera e propria garanzia sotto il punto di vista della sicurezza. Una realtà che non fa registrare numeri eccessivi, 2000 gli iscritti nell’ ultima edizione, ma che sta crescendo esponenzialmente di anno in anno grazie all’ efficienza del lavoro svolto da Alberto Laurora e dai suoi uomini. L’ organizzazione non ha lasciato nulla al caso, percorso segnalato in maniera eccellente, ma soprattutto tutti gli incroci e i bivi coperti e messi in sicurezza dalle forze dell’ordine. Una corsa dove ci si sente sicuri protetti dal primo all’ultimo chilometro, per poter pedalare in gruppo godendosi un’ ottima domenica di sport.

LA LEGGENDARIA CHARLY GAUL – Purtroppo anche quest’anno non siamo riusciti a prendere parte a questa corsa, che si è dimostrata un’ altra volta sinonimo dell’ efficacia e dell’ impeccabilità di una regione a statuto autonomo quale il Trentino. L’ idea delle griglie separate in base alla decisione di quale percorso affrontare ci è sembrata un’ ottima iniziativa, rendendo la gara più equa e giusta per tutti i partecipanti. L’ascesa verso il Monte Bondone, nota e conosciuta per la famosa gara di Rally è la salita più lunga e panoramica di tutto il trentino. Una vera garanzia per lo spettacolo.

FLOP

FELICE GIMONDI – Un mese fa abbiamo conosciuto un amatore che potremmo nominare subito Ambassador dello Swatt Club. Uno che esce tutti i giorni al mattino all’alba per andare a lavorare caricando la propria s-works nel baule della macchina per potersi allenare qualche ora in fretta e furia la sera prima di rientrare a casa. Andrea Gallo, colui che sulla macchina da guerra Taurus costruita e sviluppata dal Team Policumbent insieme al sostegno e ai finanziamenti del Politecnico di Torino spinge una padella per le uova con addirittura 108 denti. Ebbene si, quest’ anno la GF Felice Gimondi è entrata nell’occhio del ciclone e delle polemiche appunto per il caso Gallo, entrato in 1a griglia per poter “fare la corsa” con un numero che non era il suo in quanto l’organizzazione lo aveva relegato in fondo alle griglie di partenza. Dopo la vittoria assoluta nel percorso lungo, Gallo è stato squalificato per il comportamento “scorretto” sopracitato. Partendo da un presupposto che tutti hanno il diritto di praticare sport e quindi a partecipare alle corse della domenica, sarebbe sintomo di buon senso fare una leggera distinzione tra chi parte per fare la corsa e chi per la scampagnata. Sicuramente ci sarebbero meno cadute ed incidenti nel casino dei primi chilometri, mettendo tutti i partecipanti in una situazione di maggior SICUREZZA. Doveroso sarebbe anche riconoscere, a coloro che sacrificano il loro tempo libero dopo lavoro allenandosi tutti i giorni dell’anno per primeggiare alle corse, un po’ più di rispetto e coerenza. Per Solowattaggio rimane ad ogni modo Andrea Gallo in vincitore della GF Gimondi 2017.

PINARELLO – Troppo pressappochismo e sufficienza per una manifestazione che porta il nome della bicicletta che ha vinto quattro Tour de France sotto al culo di Froomey e del Team Sky. Troppe cadute ed incidenti causati dai restringimenti della strada e dalle biforcazioni del percorso mal segnalati, e i gruppi inseguitori lasciati scoperti e allo sbaraglio nel traffico delle macchine in contromano, soprattutto in discesa. Insomma, troppo rischio pericolosità per potersi divertire a pieno. Anche qui un altro caso di squalifica sempre per la squadra bergamasca del Team Isolmant. Simona Parente è vittima di un reclamo fatto all’organizzazione, per aver messo una pezza ad un guasto meccanico non rivolgendosi al cambio ruota, il quale purtroppo non era presente. Come avrebbe potuto fare vi starete chiedendo voi in assenza della macchina con le ruote di scorta? Purtroppo il regolamento non prevede questo, e un altra volta la regola più importante, sempre lei, sempre quella del buon senso, non è stata messa in atto dalla giuria che ha prontamente sottratto la vittoria alla Parente. Bah…

MARATONA DLES DOLOMITES – ENEL – La settimana precedente alla Maratona caratterizzata dal freddo e dalla pioggia ha letteralmente piegato le gambe all’ economia Badiota. Purtroppo anche in questa manifestazione un caso a dir poco eclatante di squalifica, o meglio ancora di esclusione di un top player, ha scatenato diversi rumors nel mondo del ciclismo. Non vogliamo però alimentare ulteriormente la discussione, mantenendoci quindi lontani dalle polemiche e dai discorsi da bar onde evitare di creare ulteriori problemi nei suoi confronti. Bravissima persona e uomo prima che corridore, il quale da grande Signore qual è si è riservato di NON rilasciare nessun intervista né dichiarazione dimostrandosi di gran lunga superiore all’ accaduto. Ogni riflessione è dunque da intendersi come mera considerazione dello staff di Solowattagio. Alcuni nostri opinionisti di fiducia hanno paragonato l’accaduto con questo eufemismo: è come se a dicembre si presentasse Bode Miller in Gardena, e Rainer Senoner gli dicesse “no tu non puoi correre.”

Previous ArticleNext Article
Ex Atleta Sci Alpino. Ciclista amatoriale a tempo perso. Ricercatore di gioie a tempo pieno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *