Mayer rules! Inner commuove. Il pagellone del Superg Olimpico

Sono bastate 24 ore per ribaltare tutto, 24 ore in cui tre sciatori hanno festeggiato, ed il resto del mondo ha trascorso cercando risposte e pianificando la vendetta del giorno dopo. Un superg che contrariamente alla discesa, ha regalato momenti di trepidazione come meritano questo genere di eventi, grazie ad una gara molto aperta, dove nessuno ha recitato un ruolo da padrone vero. Sembrava tutto scritto, con la Norvegia in grado di mantenere un primato olimpico senza rivali nel superg, grazie ad uno Kjetil Jansrud in grado di trovarsi a meraviglia sulle ondulazioni della Valle del Drago. Superg che per un attimo ha fatto sognare il ragazzo con il nome più arrogante del Circo Bianco: Blaise Giezendanner, superbo nel fare la gara perfetta nel giorno che avrebbe potuto cambiargli la vita. A condannare il francesino alla medaglia di legno però ci ha pensato ancora lui, l’uomo che vive nel suo mondo, il salvatore della patria: Matthias Mayer. Ancora Mothl, quattro anni dopo il successo di Sochi, eccolo trionfare nella disciplina che più ama dopo una stagione in cui non ci ha mai fatto vedere fino in fondo la sua vera classe. In seconda posizione il “solito” Feuz, una garanzia quando bisogna andare a caccia di metalli. L’Italia delude, ma ci ha fatto andare a letto con i brividi vedendo Christof Innerhofer dopo il traguardo, protagonista di una scena in cui ha dimostrato al mondo la sua enorme passione verso questo sport. Andiamo al pagellone:

Matthias Mayer: dopo la discesa di Franz, nelle redazioni dei più grandi giornali austriaci erano già iniziati i processi, mentre il capo austriaco Schroeksnadel era già pronto a far saltare qualche sedia importante. Ci ha però pensato questo Carinziano a ristabilire l’ordine, grazie ad una prova delle sue: missili terra aria ai piedi, e la sciata alternativa per la quale lo abbiamo amato fin dal debutto in Coppa del Mondo. Amante delle grigliate sui laghi carinziani e bikers fanatico, Mothl con la prova di oggi ha raccolto la corona di Skiporner assoluto che apparteneva ad Erik Guay.  Le sue curve con la posizione a uovo accennata gli hanno regalato l’oro Olimpico, il secondo. Voto:10

Beat Feuz: morbido, preciso e sempre al posto giusto. Lo svizzerotto ha davanti a sè una lunga estate di grigliate. Voto: 9

Kjetil Jansrud: stava ormai scrivendo l’instagrammata, di un oro che avrebbe ampiamente meritato, ma dopo il primo intermedio di Mayer le sue mani si sono gelate. Quinta medaglia Olimpica, a confermare ancora una volta quanto a certe latitudini la pressione sia la miglior alleata degli atleti. Voto:8

Blaise Giezendanner: ci è andato vicino, molto vicino. Uno dei velocisti più spregiudicati del Circo Bianco, uno che ama il taglio e la spinta. Bravo Blaise! La sorpresa di giornata. Voto:8

Aksel Svindal: quinta piazza, con una prova in cui non lo abbiamo visto spingere come sa fare, quasi avesse paura dell’errore. Highlander. Voto:6

Dominik Paris: non ci stiamo ancora rendendo conto del potenziale di questo sciatore. Un’altra Olimpiade senza medaglie, in cui la colpa più grande va ai materiali, non all’altezza di queste nevi. La FISI deve investire molto di più in questo uomo. Voto:5 

Christof Innerhofer: pennella nelle prime dieci porte, inforca con la mano un palo per eccesso di tecnicismo, dove i suoi colleghi erano a due metri ed i sogni di medaglia si esauriscono dopo un intermedio in cui si preannunciava una nuova sfida con Mayer. Al traguardo i suoi occhi sono lucidi, trasmettono tutta la sua passione per questo Sport. Sì, perché Inner è un malato di sci, ama questo sport come nessun altro. Si siede a terra accanto a Mayer e tra i due nasce un dialogo che avremmo voluto sentire da vicino, interrompendo addirittura la gara. Alle interviste dice di non sentirsi al livello dei primi e poi ci regala una lezione di vita: dopo una prova opaca dice di voler ritornare a fare delle FIS per riprendere la fiducia. Grazie Inner, nell’era in cui ci sentiamo tutti arrivati, nell’era in cui chi primeggia a livello regionale non va alle NJR domenicali perché non può fare punti, la tua passione ti porta a pensare questo nel giorno che vale una carriera. Spesso ti critichiamo per il tuo sano provincialismo, ma alla fine ci hai sempre indicato la via con i tuoi allenamenti al limite dell’esaurimento ed al tuo stile maniacale. Non andare a fare FIS, il grande sci ha bisogno di te. Voto:8

 

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *