Fortin spara su Milano. Il racconto della Red Hook Crit

La classica che chiude in grande stile l’annata del bikeporn tra le strade del Politecnico della Bovisa senza freni e senza riserve, perché la Red Hook non è un evento ciclistico, è una sfilata di moda sulle due ruote a 200 battiti al minuto.

Hipster, scappati di casa, dottori, padri di famiglia, professionisti e futuri Pro, ci sono tutte le razze a questa Criterium nata dalla geniale idea di David Trimble, il padre di questo fenomeno virale. La due giorni si è aperta nel pomeriggio di venerdì scorso al Vigorelli con la classica pedalata appositamente dedicata per iniziare a far tirare la gamba. Tanti rider, con Lucas Eamon indiavolato sempre sui pedali continuamente a 550 Watt. Sarà stato il Vigorelli, sarà stata la presenza della sua Paola Panzeri, ma il gigante americano emanava testosterone da ogni angolo. I Cykeln non si sono fatti vedere uniti come in passato, con il manager Claudio di Santo addirittura assente al foglio firma, i fratelli Pagliaccia arrivati solamente in serata per mangiare Tartare alla Bullona, mentre i Cinelli sempre molto abbottonati; assenti invece i  Bahumer. Noi dopo due orette nel velodromo ci siamo diretti in Galleria Vittorio Emanuele per riempire la gamba di farine 00.

Il Velodromo leggendario

 

Federico Sartor mentre Swatta

 

Sabato mattina tutti in Bovisa per la mezz’ora di prova circuito. I Cinelli si sono presentati con una tuta Under Armour interamente bianca in versione Grey’s Anatomy, capitanati da Ivan Ravaioli alla sua ultima Red Hook. Nel frattempo l’arrivo della pioggia ha messo ansia  molti riders, indecisi sulla pressione dei tubolari, così allo scoccare delle prime batterie è cominciato il suono delle sirene delle ambulanze, un suono continuato fino a tarda notte. Tante cadute alla prima curve fin da subito, mentre nell’area box prendevano il largo le sfilate di bikeporn.

Un mito vivente. Ivan Ravaioli alla sua ultima Red Hook

 

Il Lupo Giovanni Longo

 

Rocket Espresso si è presentata con un uomo di pregio: Ivan Cortina. Il vincitore della scorsa edizione ha fatto il caffè ai presenti per tutto il pomeriggio, lasciando la gamba a riposo e sbranandosi una focaccia verso sera, mentre pochi metri più in la Morton, Briggs,Schaefer, Williams e Eamon iniziavano a spaccare la gamba sui rulli.

L’area rulli è stato il luogo ideale per vedere i rider riscaldare le proprie turbine

 

Cappellini e occhialate in mostra

 

Castelli anche quest’anno ha messo in luce la sua qualità, dimostrando molto attaccamento verso l’evento a differenza di Oakley grande protagonista lo scorso anno. Il Team Cinelli ha portato i suoi squali peluche a vivacizzare la manifestazione, credendo fin da subito nella vittoria di Davide Viganò. Compex Ita invece ha pensato a mantenere in condizione le gambe degli atleti con massaggiatori ed apparecchi innovativi che il Ravasio ha voluto mostrare a tutti. Il Team Basso Bike anche quest’anno ha portato i mezzi migliori della rassegna fatti di verniciature innovative ma allo stesso tempo nostalgiche verso gli anni ottanta, andando dal blu al verde. Team Bahumer molto conservativo nell’area box, ma non in strada dove ha dato lezioni a tutti quanti in finale.

Il Team Basso anche quest’anno ha vinto in anticipo la gara del Bikeporn

 

Le batterie del primo pomeriggio hanno fatto scoppiare la guerra tra Pippo Fortin e Justin Williams. Le dichiarazioni dell’americano del Team Specialized Rocket Espresso nella conferenza del sabato non sono affatto piaciute al neo corridore della Cofidis, a detta dell’americano molto più lento di lui in una eventuale volata. La risposta di Fortin? Uno sparo col dito all’afroamericano già nella batteria, gesto che ha ribaltato la situazione, sotterrando lo stesso uomo che fino a poche ore prima faceva lo spavaldo con il microfono, non con i Watt. La Red Hook si è decisa con quel gesto, con quello sparo in grado di annientare tutte le intenzioni del nero Justin.

Federico Sartor nella terza batteria

 

Nella quarta Heat il corridore della Colpack e in corsa con il Team Basso Bike Federico Sartor ha messo in mostra la sua gamba, entrando tra i favoriti della finale delle 21.00. Tra le donne Rachele Barbieri si è guardata alle spalle per tutta la batteria, andando a vincerla con una gamba sola e ipotecando da subito la vittoria in finale. Il grande escluso dalla finale è stato Davide Viganò, caduto rovinosamente alla  prima curva in seguito ad una manovra da pazzi di un suo avversario e abbandonando definitivamente il sogno di vincere anche quest’anno la classifica generale.

La serata si è aperta con la vittoria di Rachele Barbieri su Monica Guarischi. Impressionante la prova dell’emiliana, nettamente più forte di ogni avversaria e capace di fare doppietta a Milano confermando la terza vittoria su tre Red Hook disputate. C’era grande attesa per Virginia Cancellieri ma la ligure ha finito la benzina nelle fasi finali della gara, dovendo alzare bandiera bianca.

Gli uomini invece si sono fatti attendere a causa di una maxi caduta dopo il classico giro di saluto iniziale con Lucas Eamon ad aizzare lo Swatt Corner posizionato come al solito sul muretto dell’ultima curva. Tante presenze al corner, con Valentina Marchei, Monty, i fratelli Bosca, Marco Gaggia,Thomas Rossi e molti personaggi da raccontare. Dopo la ripartenza, subito davanti ecco Federico Sartor con due giri a fiamma, sempre al comando senza tuttavia riuscire a fare il vuoto alla Ivan Cortina. Nel Frattempo grande guardia degli Specialized con i Bahumer sempre molto coperti e pronti ad uscire al momento giusto. I giri finali sono stati da cardiopalmo con Giovanni Longo dominatore della situazione abile a pilotare Pippo Fortin al posto giusto. L’ultima curva ha sancito il vincitore, con Pippo al comando e pronto a scaricare gli ultimi Wattaggi in prima posizione. Non pervenuto Justin Williams, nemmeno davanti a fare la volata con una prova anonima. Tra i grandi di giornata ecco Michael Capati con un brillante secondo posto, mentre grande festa in casa IRD Modena vincitori della classifica a squadre.

Una Red Hook che anche questa volta ha messo in luce tanto agonismo, lotte, bikeporn e passaggi al limite. Alla fine si è chiuso tutto al party finale, tra gli sfottò a Justin Williams e la speranza di un futuro adeguato per questo evento.

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *