Myhrer ribalta i pronostici e conquista l’ultimo oro. Il pagellone dello slalom olimpico

Per noi che abbiamo ancora negli occhi e nella testa lo spettacolo epico a Schladming, la gara vissuta stanotte non può nemmeno lontanamente regalarci l’adrenalina che abbiamo provato un mese fa, vedendo 60.000 persone andar fuori di testa per gli atleti e per le loro gesta. Eppure per una società come la nostra la gara di stanotte ha più importanza, più valore, nonostante si sia svolta su un falsopiano di una collina Koreana, con una cornice di pubblico più consona al trofeo Pinocchio sugli sci che ad una delle gare più importanti della manifestazione Olimpica. Ma finché ci saranno candidature di luoghi simili per le Olimpiadi invernali, uno sport come lo sci alpino non avrà chance di fare il salto di qualità che merita, ma questo è un altro discorso.

Tornando alla gara vera e propria, i protagonisti volente o nolente sono stati ancora loro due, Marcel Hirscher ed Henrik Kristoffersen, anche se per una volta in negativo: entrambi infatti, uno la prima manche l’altro la seconda, sono stati vittime di una neve aggressiva ma allo stesso tempo molto insidiosa, lasciando agli outsiders l’occasione giusta per aggiudicarsi il podio più importante della loro carriera. Ed è stato così per Andre Myhrer, Ramon Zenhaeusern e Michi Matt, rispettivamente sui tre gradini del podio, capaci di sfruttare al meglio il regalo di Natale messo sul piatto dalle due leggende dello slalom. Ma andiamo alla pagella:

Andre Myhrer: tutti quanti ci ricordiamo la seconda manche dello slalom di Sochi 2014, tracciata dal mitico Ante Kostelic con angoli disumani e figure da fare in salita piuttosto che in discesa. Bene, quella volta Andre dopo il secondo posto della prima manche rimase imbrigliato alla quarta porta e si trovò fuori senza nemmeno accorgersene. Finalmemte oggi è stato il giorno della rivincita. della conquista di quell’oro tanto agoniato 4 anni fa e che a 35 anni corona la carriera di uno degli slalomisti più costanti degli ultimi 10 anni. Il lavoro della coppia Theolier Girardi ha regalato il suo frutto più bello. Voto 10

Ramon Zenhaeusern: “bravo sciatore si, ma con le maglie degli slalom di oggi non potrà mai essere un vincente” parole sentite e risentite, quasi ad ogni telecronaca fino ad un mese fa, eppure Ramon sono ormai due stagioni abbondanti che ha dimostrato di aver trovato la quadra perfetta per districarsi al livello dei migliori anche nelle maglie a 10 metri dello slalom d’oggigiorno, nonostante i suoi 2,02 metri d’altezza. Lo svizzero classe ’92 non può essere considerato una sorpresa, nonostante quello di stanotte sia il suo primo podio in una gara di slalom. Argento assolutamente meritato. Voto 10

Michi Matt: e chi ci credeva più dopo la prima manche? Ad essere sinceri noi non ci credevamo neanche dopo la seconda, nel mese di gennaio lo avevamo visto sciare con un’altra marcia, con curve in grado di impensierire anche i due marziani. Eppure una solida seconda manche è bastata per agguantare il podio, dopo quattro anni un’alta medaglia in casa Matt. Voto 8

Sebastian Foss Solevaag: e alla fine c’è sempre chi gioisce e chi si dispera. Oggi Seb è sicuramente nella seconda categoria, dopo essersi perso sul dosso finale gettando al vento la medaglia. Un rimbalzo su una doppia e via, il sogno svanisce. Quel che è sicuro è che ci divertiremo ancora a vederlo carvare con le sue remate e col suo busto dritto. Voto 5

Marcel Hirscher: “di campioni Olimpici ce ne sono già abbastanza, mai nessuno però ha vinto 6 coppe del mondo consecutive”. E qui possiamo chiudere il discorso. Senza Voto

Henrik Kristoffersen: e se per una volta avesse sentito la pressione anche lui, lasciandosi alle spalle il nomignolo di animale da gara? Beh. di sicuro ha scelto la peggior gara per uscire dopo aver condotto la prima manche, ma avrà molte altre occasioni per agguantare l’oro olimpico. Voto 4

Casa Italia: parliamoci chiaro, nonostante i buoni numeri di partenza anche i nostri alfieri Sabo e Manni non partivano con i favori della vigilia, eppure la sensazione è quella di aver gettato al vento un’occasione. Ne hanno approfittato Svezia, Svizzera e Austria, ma ancora una volta non noi. La fortuna non ha di certo aiutato con lo stiramento di Gross, ma ancora una volta torniamo a casa con il numero zero nel settore maschile. Come mai? Non siamo di certo noi le persone più adatte a dirlo, fatto sta che in  quest’annata non ci sono neanche i risultati in Coppa del Mondo per rendere il bilancio positivo.

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