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Nel nome di Paris. La Streif è ancora sua. Il pagellone di Kitz

Il giorno dei giorni, la gara delle gare, l’esperanto degli Sport Invernali. L’attesa più grande sciolta in meno di due minuti di follia, il paradiso guadagnato dopo la linea del traguardo. Una Kitzbuhel traumatizzata dopo la decisione di ieri, abituata al superg del venerdì ma arresasi davanti alle condizioni meteo e ad un cambio programma che ha visto aprire l’Hannenkammrennen 2019 con la gara più sentita: la discesa. Grande pubblico, ma non quanto ciò che vedremo domani, il venerdì non è un giorno da discesa sulla Streif.  L’edizione 2019 si è aperta con volti nuovi nella Top 30 e tanti assenti, da Svindal, Jansrud, Buzzi e il ritirato Kueng.

Val Di Fassa

Una pista da pattinaggio senza visibilità, con una Mausefalle più dolce del solito ma tante insidie che hanno regalato una gara aperta fino all’ultimo concorrente. Reichelt partito con il numero uno sembrava aver creato i presupposti per una serata di fuoco, con Mayer subito sulle sue code. Con l’arrivo di Ferstl tuttavia la gara ha cambiato strada, regalandoci due prove inarrivabili prima di Feuz, poi di un Dominik Paris immenso. Lo svizzero sembrava convinto a riprendersi il trono toltogli da Dressen lo scorso anno, ma il finale di Paris è stato da università dello sci. Lo spettacolo è continuato grazie alla luce che ha illuminato Kitz nell’ora di pranzo, con il solo Otmar Striedinger capace di crederci come nessun altro. La prova del carinziano ha tolto il podio al nostro Innerhofer, apparso comunque in grande forma. Ora prendete la macchina e dirigetevi in Tirolo, andate al Weisswurstparty, dalla Rosi, al Londoner e celebrate questo trionfo. Godetevi questi tre giorni prima di mettere in cantina gli sci martedì sera dopo lo slalom di Schladming. Quattro gondole, Dominik Paris, la leggenda Rock della Val d’Ultimo. Andiamo al pagellone:

Dominik Paris: quando apre il cancelletto in Tirolo si sente a casa, la Streif è casa sua. Anni fa rischiava l’impossibile, oggi ha dimostrato tutta la sua maturità disputando una discesa da grande della classe. Pochi rischi ed un autocontrollo che solamente chi possiede quattro gondole sull’Hannenkammbahn può permettersi. Sembra passato un giorno se pensiamo a quando dominava le FIS giovani assieme ad Andy Plank, all’alba dei trent’anni ha ancora molto da dare allo sci.  Voto:10

HANNENKAMMRENNEN: grazie per darci ancora un valido motivo per credere in questo sport, per l’attesa che crei tutto l’anno e per l’evento leggendario che solo voi avete creato. GRAZIE

Beat Feuz: molti metterebbero la firma sulla carriera con due secondi posti a Wengen e Kitz in una settimana, non lui. Dopo le prove in cui non era sembrato molto attivo aveva dichiarato: ” Kitz ti richiede il massimo”. Una prova alla Feuz, morbido sopra al cemento, con la fascia addominale sempre pronta ad assorbire tutto. Sembrava imbattibile, ma oggi era il giorno di Paris. Voto:9

Vincent Kriechmair: c’è chi apre il cancelletto di Kitz pensando solamente a portare a casa la pelle. Ci sono poi i fuoriclasse come lui, quelli che vogliono vedere solo luce verde al traguardo. Sulla Mausefalle fa un numero che racchiude tutte le sue doti: potenza, coraggio, equilibrio, sensibilità. La Streif in quel momento gli ha detto: ” alzati, in città ti stanno aspettando”. Al traguardo è un esplosione di capelli bianchi. Caro Vincent, oggi hai esaltato il mondo. Voto:8

Otmar Striedinger: l’unico a sfruttare la luce, l’unico sciatore da dietro con il pedegree da vincente. Dove era finito lo Striedinger del 2014? Quello che sciava in superg con un piglio alla Kilde e finiva le Olimpiadi in lacrime? Ce lo siamo chiesti per tutti questi anni, ma quando un atleta parte in posizione a Santa Caterina prima o poi qualcosa di grande deve arrivare. Un premio alla carriera. Voto:8

Christof Innerhofer: la voce dell’intensità. Che inner, che determinazione. Sul podio finchè il tempo ha voluto. Voto:8

Brodie Seger: per un attimo ci è sembrato di rivedere Morgan Prydi. Il nuovo volto della velocità canadese, riuscirà a raccogliere l’eredità di Guay, Osborne e Cucera? Voto:8

Daniel Danklmaier: probabilmente solo Hirscher ai Mondiali di Schladming ha vissuto una pressione simile. C’era grande attesa dopo la vittoria in Coppa Europa e soprattutto dopo le due prove. In fondo alla Steilhang paga 98 centesimi, al traguardo il suo ritardo è di 0,94. Che gara, che tensione! Anni fa si era affacciato in Coppa Europa con prepotenza, poi gli infortuni. L’Austria ha già trovato l’uomo del futuro? Voto:7 

Matteo Marsaglia: che spettacolo! Dopo aver fatto il pavone al traguardo con il Beanie 2013 al termine della prova di ieri, scende dopo la pausa vista la caduta di Koell ed è fenomenale. La Streif è un cimitero, non c’è luce, c’è solo Matteo ad illuminarla. Decima piazza pennellando sulla Steilhang. Dopo tutti questi anni, ci chiediamo ancora come possa partire con il 47 uno sciatore con le sue qualità. Bentornato Matteo. Voto:7

Benjamin Thomsen: lo scorso anno finì a nuotare a petto nudo sui bicchieri. Che cosa succederà stasera? Le ambulanze sono già in allerta. Voto:7

Max Franz: una frattura da Watt. Torna presto cinghiale. Voto:6

Mattia Casse: che rabbia! sciare così bene in alto e gettare tutto al vento. Quando ci farà vedere il vero mattia? Voto:5

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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