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Nel regno di Marcel, Schladming è roba sua. Il pagellone della Night Race

Ogni giorno ci chiediamo che cosa sia il limite, fino a quali velocità può arrivare l’uomo in uno slalom, se sia possibile dare certi distacchi in questa epoca. Ieri sera abbiamo avuto la risposta, dopo due gare anomale, Marcel Hirscher è ritornato ad indicare la via, a fare linee diverse, ad intensità diverse rispetto al resto del mondo. La Night Race di Schladming anche quest’anno ha segnato l’epilogo della stagione che conta, quella degli albi d’oro che rimangono nell’eternità sulla terrazza del Tenne. Una Planai tirata a lucido, un pattinaggio come richiesto dall’eroe nazionale, presentatosi in Stiria per ripristinare le gerarchie dopo due passaggi a vuoto. Già durante il pomeriggio nella sessione di riscaldamento a Reiteralm si era capito che si sarebbe corso per il secondo posto, i suoi occhi lasciavano intravvedere un agonismo fuori portata per chiunque. Manuel Feller ha aperto la serata con una manche pulita, salutando tuttavia il pubblico in vista del traguardo dopo un’ esplosione da sei mila Watt. Un’occasione gettata al vento, avrebbe conquistato tranquillamente il podio. Pinturault è riuscito a dimostrare ancora il suo stato di forma, ma la gioia è durata ben poco, con la prima manche di Hirscher si infatti  conclusa ufficialmente la stagione 2018/2019. Una manche mostruosa, in continua spinta dove i suoi avversari faticavano a cercare di non derapare. La seconda è stata così una passerella per consacrare al pubblico l’uomo più popolare in Austria, con la folla in delirio al termine di una seconda manche da rivedere per i prossimi dieci anni. Pinturault si deve accontentare del secondo posto, mentre Yule completa il podio dimostrando una continuità impressionante. Andiamo al pagellone:

Val Di Fassa

Marcel Hirscher: c’è chi subisce gli eventi, la pressione, gli avversari. Poi c’è lui, perchè altri come lui non ne abbiamo mai visti, che usa tutto ciò per caricarsi e sfoderare manche come quella vista ieri. Ha raggiunto il limite? Certo che no, nella sua testa tutto questo fa ormai parte del passato e dalle prossime gare vedremo ancora qualcosa di diverso. Voto:100

Alexis Pinturault: purtroppo non ha nemmeno avuto il tempo di riassaporare la sensazione e le endorfine che si provano sul sedile Audi nel leader corner. In entrambe le manche ha dovuto alzare la testa e guardare sua maestà scendergli alle spalle. Voto:9

Daniel Yule: tecnico e intelligente. Occasioni del genere vanno sfruttate e lo svizzero è stato il più forte degli umani. Voto:8

Alex Vinatzer: che base! Finalmente è ritornato a fare sequenze come a Campiglio. A tratti ha la marcia dei primi, basta un risultato per sbloccarsi definitivamente. Voto:8

Albert Popov: “base stretta, punte che si incrociano”. E’ pazzesco, parliamo in italiano ma è un bulgaro a seguire alla lettera i nostri dogmi. Voto:8

Marco Schwarz: la forma di inizio gennaio è un lontano ricordo, ma il carinziano è sempre lì a martellare. Una Top 5 che lo proietta tra i favoriti ai Mondiali di Are. Voto:7

Manuel Feller: disgraziato? Si lo possiamo dire, non si possono gettare al vento podi così sicuri. Erano le sue condizioni e siamo sicuri che avrà trascorso la giornata odierna a pescare sui laghetti per smaltire la rabbia. Voto:6

Manfred Moelgg: non facciamoci ingannare dal distacco. Manni sta carburando proprio al momento giusto. Voto:6

Ramon Zenhausern: In partenza urla come un disperato, poi al traguardo gli mancano le parole quando vede il tempo di Hirscher. Voto:5

Clement Noel: molti non capiscono la differenza tra un grande stato di forma ed essere capaci di vincere a Schladming. Non era ancora matura per Clem, troppo pesante il Planai Stadium per le sue spalle. Voto:5

 

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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