Sport invernali

Raggi nuovi e assenza di Koenig Marcel. Soelden 2017 si avvicina.

Archiviato il mondiale di Bergen con il lieto fine del triplete di Peto Sagan, è tornata l’ora di tornare sul pezzo in vista di Soelden. Un evento che ormai attendiamo da mesi con trepidazione e che abbiamo caricato a dismisura, ma non di certo solamente per le serate epiche del Fire&Ice.

Il focus sarà quindi rivolto soprattutto al ritorno in pista dei nostri idoli, di coloro che incendieranno la folla con curve al limite della fisica e che faranno stridere le loro lamine sulla piastrella del Rettenbach. Un’edizione quella del 2017, che come 5 anni fa con lo sci 195, segnerà l’inizio di una nuova epoca: quella dello sci raggio 30. Primo test generale quindi per quello che dovrà essere lo sci del futuro per la disciplina, ma che grazie alle scelte della federazione internazionale sarà una rivisitazione di quello visto in passato e in vigore fino al 2012. Visto però il livello raggiunto lo scorso anno con le pertiche con raggio 35 metri, possiamo solo immaginare cosa riusciranno a mettere in pista gli atleti con questi nuovi attrezzi, a detta di tutti molto più facili e veloci.

Mancherà il pettorale rosso è vero, quel Marcel Hirscher che ha sbaragliato la concorrenza delle porte larghe negli ultimi 3 anni e che purtroppo non sarà al cancelletto di partenza, dopo aver lasciato il malleolo sinistro sul ghiacciaio di Moeltaller; infortunio che ha lasciato le porte aperte a tutti i contendenti, ansiosi di essere suoi successori per la Coppa del Mondo.

Primo su tutti va menzionato ovviamente Alexis Pinturault, l’unico ad aver realmente insediato il re nelle ultime due stagioni, salvo poi perdere la bussola commettendo errori alle volte anche un po’ banali. Il principe di Francia sono ormai quattro anni che aspira al trono dello sci mondiale, ma per un motivo o per un altro non è mai riuscito a mettere davvero il fiato sul collo a re Marcel. Quella che si presenta però è davvero un’occasione troppo ghiotta, per un atleta che ha dimostrato di saper andar forte in tutte le condizioni e soprattutto con tutti e due i raggi passati.

Restando poi in casa Francia va menzionato assolutamente anche Mathieu Faivre, secondo nell’ultima classifica di specialità e forse l’atleta più talentuoso tra le porte larghe; se riuscirà a mettere in pista la fluidità dimostrata in Val d’Isere e in Alta Badia sarà difficile stargli davanti.

Dopo i due transalpini, valletti d’onore del culturista di Annaberg nel 2017, ci sarà sicuramente grande bagarre tra gli atleti che si sono messi in mostra in maniera sporadica senza però soluzione di continuità come Leif Haugen, Felix Neureuther, Henrik Kristoffersen, Roland Leitinger, Philipp Shoerghofer e i nostri Florian Eisath e Luca De Aliprandini, quest’ultimo come sempre pronto ad aprire in due il Rettenbach a suon di casate.

E Ted Ligety? No, non ci siamo dimenticati di mister gs, che cinque anni fa fu quello che di gran lunga si adattò al meglio al cambio di materiali; è vero, arriva da due stagioni travagliate e ricche di infortuni, ma un campione del suo calibro sarà capace di stupirci ancora.

Un’ultima considerazione va infine fatta sui quelli che saranno i nuovi tracciati per la nuova stagione di gigante. La domanda sorge spontanea, se la tendenza degli ultimi tempi con il vecchio raggio è stata quella di stringere le maglie, con quello nuovo assisteremo a degli pseudo-slalom con doppio palo e telo? A parte gli scherzi, la sensazione è che rimarranno sulla linea di quelli dello scorso anno, anche se noi continuiamo a fantasticare sulle velocità folli dei giganti nei primi anni 2000.

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