Road to Innsbruck 2018: Alessandro Covi, il puma di Taino

Quando lo scorso anno al Ristorante Casanova da Eddy Mazzoleni parlammo dei nuovi govani in rampa di lancio, Pietro Andreoletti fece il nome di Alessandro Covi. ” Covi va fortissimo, è un aeroplano”  affermò Endriu. Ogni volta in cui vedo questo giovane varesino andare forte, mi ritorna in mente quella cena. Mancano ormai pochi giorni al Mondiale di Innsbruck, ed il giovane della Colpack farà parte della selezione tricolore. Classe 1998 da Taino sul Lago Maggiore, dopo un’annata culminata con la grande vittoria di tappa al Tour de Lavenir, sarà una delle punte azzurre la prossima settimana sulle strade tirolesi.

Alessandro, innanzitutto raccontaci perchè ti chiamano il “Puma”. “ Te lo ricordi il video del puma? Quello della mossa? E’ nato tutto così, un pò per ignoranza. Stavo imitando quella scena e così è saltato fuori il soprannome del puma. Da quel giorno sono il puma”.

Hai disputato un’ottima annata, eppure la tua Colpack è stata al centro di numerose critiche, anche da parte nostra nelle puntate di RADIO SWATT. Che cosa è successo alla corazzata di Beppe Colleoni” E’ vero, non è andata come gli scorsi anni. Se guardiamo le vittorie siamo sotto, ma se guardiamo gli episodi ed i secondi posti, forse straremmo parlando di qualcosa di diverso; il prossimo anno andrà certamente meglio. Personalmente ho diviso la stagione in due parti, Giro d’Italia Under 23 e Tour de L’avenir. Al Giro sono partito per fare classifica, ma è andata meglio in Francia dove mi sono da subito focalizzato sulle tappe”.

Non passi al piano superiore, nel mondo dei PRO?

” No, ho firmato con la UAE Emirates per il 2020, il prossimo anno rimarrò alla Colpack. Diventerà Continental, perciò avrò la possibilità di misurarmi nel calendario professionistico. Questo dovrebbe avvantaggiarmi”.

Finalmente la scelta di alzare il livello. Sei contento? ” Si. Le gare internazionali ti danno un altro ritmo, si va più forte ed il livello sale. Gli stranieri di cui si parla molto fanno un calendario quasi professionistico ed è normale abbiano un’altra gamba. Ho fatto due gare tra i Pro la scorsa settimana e la differenza si è notata subito “.

Al Tour de L’avenir sei stato protagonista di un sigillo importantissimo. Che cosa hai provato in quei giorni?

” Ricordo che ero molto incazzato dal giorno prima. Ero caduto ma stavo bene, così il giorno dell’arrivo a Cerilly  sono andato a tutta senza riserve. E’ stata una vittoria importantissima”.

Chi ti ha impressionato in Francia? ” in positivo Tadej Pogacar , in negativo Sosa. Tutti si aspettavano sfracelli dal colombiano ed invece non ha fatto nulla sopra le righe. Lo sloveno invece andava veramente forte”.

A questo punto del tuo percorso come ti vedi nel’imminente futuro, uomo da classiche o grandi giri? ” Mi vedo molto più uomo da classiche. Non sono molto forte in salita perciò nei grandi giri dovrei faticare”.

Come ti stai avvicinando al Mondiale, che ambizioni hai? ” Vorrei fare il miglior risultato possibile per me, o per la squadra. Sono un pò stanchino ma le sensazioni sono buone, non sto forzando negli allenamenti perchè preferisco tenermi leggero. Non devo però esagerare perchè quando mollo troppo arrivo alla gara scarico. Per questo il giorno prima di ogni gara  faccio le mie due, tre orette con venti minuti a buon ritmo. Servono a carburarmi”.

Dove dobbiamo venire per vederti il giorno prima del Mondiale? ” Penso sulla salita di Igls, è lunga venti minuti. Farò le mie solite tre ore e penso che quella salita la farò”.

 

 

 

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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