Road to Innsbruck, vi presentiamo gli azzurrini. Ecco Samuele Battistella

Da quando si è concluso il Tour de France non si parla d’altro, tanto che la Vuelta non è stata un corsa sentita come gli scorsi anni, bensì una tappa d’avvicinamento al Mondiale del secolo. In Tirolo è già iniziato il conto alla rovescia, le cerimonie ed i banchetti che caratterizzano questo luogo come pochi altri al Mondo. La prova degli Under 23 andrà in scena venerdì 28 settembre, tra soli dieci giorni conosceremo l’Under 23 più forte al mondo. Una prova che non vedrà protagonista l’Hottinger holl, l’inferno al 28% finale, ma il comunque duro circuito sulla salita di Igls. In casa Italia non ci sono ancora nomi ufficiali sul taccuino del CT Amadori, ma molto probabilmente a varcare il Brennero saranno : Alessandro Covi, Samuele Battistella, Matteo Sobrero, Andrea Bagioli, Cristian Scaroni, Matteo Moschetti, Alessandro Monaco e la locomotiva Edoardo Affini. Abbiamo apprezzato le qualità dimostrate da questi corridori durante l’anno, ragazzi arrivati in un momento paradossale per il nostro ciclismo. Tanta qualità, tanti uomini capaci a coordinarli ma una mentalità ormai obsoleta da parte dei team per i tempi che stiamo vivendo.

Vi presentiamo Samuele Battistella, classe 1998 da Rossano Veneto, un pilastro della Zalf. Quando Andrea Vendrame passò tra i Pro ormai due anni fa, ci confidò quanto la Zalf fosse in buone mani con il suo arrivo e così è stato. Cinque vittorie in stagione, numeri da grande corridore e tanta testa.

Samuele, hai esordito trai Pro all’Agostoni, come è stato questo cambiamento ?

” Già, è stata la prima corsa tra i professionisti e devo dire che non sapevo come interpretarla. All’inizio mi sono prefissato di finirla, poi con il passare dei Km sentivo di reagire bene. Per questioni gerarchiche non ho potuto iniziare le salite del circuito della morte davanti, così ho dovuto sempre rincorrere per recuperare posizioni. Sono soddisfatto del mio rendimento, nel gruppo dei quattordici ci potevo stare con la gamba che avevo”.

Hai colto cinque successi in stagione, che aria tira in casa Zalf?

” Il DT Rui ha impostato da subito la stagione per vincere almeno venti corse, siamo già a 27! Direi che la coesione del gruppo ha fatto la differenza. Leonardi e Dainese hanno dato sicurezza nelle corse meno nervose, io invece ho fatto il mio quando la strada saliva. Sono partito bene ma mi ha penalizzato l’essermi ammalato in Repubblica Ceca. Ho così corso il Giro Under senza condizione ed ho impiegato un mese a ritrovarla. Questo mi ha portato a crollare al Tour de l’Avenir, ma nelle prime tappe ero sempre lì nel gruppo dei migliori”.

Come hai preparato questo Mondiale?

” Siamo stati in ritiro con la nazionale al Sestriere dal 27 agosto al 9 settembre. Abbiamo simulato il Mondiale lassù dietro moto. Essendo il corridore più pesante del lotto con i miei 64 Kg, facevamo riferimento sul mio misuratore di potenza. Salite a tutta dietro moto a 400 Watt, prima su asperità corte, poi sempre di più fino a 8 Km all’ 8 %. Ad Innsbruck ci aspettano 180 Km con 2.900 metri di dislivello”.

Come la spieghi questa differenza di rendimento tra voi italiani e gli stranieri?

” Penso sia una questione di programmazione e calendario. Gli stranieri hanno un’altra gamba rispetto a noi, sono già arrivati fisicamente. Mi spiego meglio, quest’anno in casa Zalf abbiamo programmato la preparazione in funzione del calendario italiano, fatto di salite brevi a ritmo intenso. Le corse internazionali sono diverse, vi sono ascese molto più lunghe ed inevitabilmente ci si fa un’altra gamba. Per questo motivo sento d’aver perso qualcosa nelle salite lunghe, ma è una questione di preparazione. Noi italiani in generale abbiamo un miglioramento che viene dopo, non siamo come gli stranieri che arrivano professionisti già al limite. I colombiani della mia età vanno già forte su salite di 10Km, noi no, perchè le gare italiane prevedono salite con massimo 3 Km. Ad Innsbruck a differenza delle altre nazioni, potremmo giocare su più fronti, non abbiamo un capitano unico come le altre selezioni”.

Che cosa farai prima di partire per Innsbruck?

” Farò il Trofeo Bianchin e poi scaricherò. La condizione c’è e bisogna solo mantenerla”.

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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