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SCI E SCUOLA, IL CONFLITTO CONTINUA.

Con oggi è finita la stagione delle FIS nazionali italiane, e per gli atleti ancora iscritti alle superiori è già tempo di tornare a scuola. La stagione quest’anno è stata molto difficile e lunga, ma probabilmente la maggior parte degli atleti-studenti dovranno ancora affrontare le fatiche più grandi di tutto l’anno. Tutti coloro che non sono in parte agevolati da scuole private o da ski college, al rientro nei loro istituti troveranno professori affamati di una ‘vendetta’ inutile per le troppe assenze e per le troppe verifiche saltate, e sarà veramente ardua per questi riuscire a passare l’anno senza materie da recuperare a settembre o senza addirittura perdere l’anno, sebbene in quanto a intelligenza non abbiano nulla da invidiare ai propri compagni.
Quando i professori e i dirigenti scolastici riusciranno a capire che chi è impegnato in uno sport come lo sci non va a perdere tempo ma fa una fatica immensa per raccogliere propri sogni e inseguire le proprie passioni? Probabilmente mai, a loro basta infierire su quest’ultimi, senza trattarli al pari dei loro compagni. Il motivo? Non si sa di preciso, forse il fatto di sentirsi oppressi dentro quattro mura, ad insegnare a studenti dai quali non avranno neanche un minimo di soddisfazione, li fa essere in qualche modo invidiosi di quelli che, come noi studenti-atleti, invece fanno attività all’aria aperta. Invidia che matematicamente si trasforma in rabbia e in pessimi voti, anche immeritati, che pregiudicano la possibilità o meno di passaggio all’anno scolastico successivo. Questo rapporto atleta-professore difficilmente potrà essere cambiato in futuro, in quanto tutti sanno che molti docenti nella gran parte dei casi non vengono nemmeno ripresi per comportamenti che potrebbero essere considerati moralmente ingiusti. Non resta che fare a tutti gli studenti-atleti un grande in bocca al lupo, ragazzi tenete duro.

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