Seb fa una carneficina e a Toto si chiude la vena: il pagellone di Montreal 

Sebastian Vettel, 10: fa 50 in carriera e 11 con la Ferrari. Nel mirino c’è Prost (51), poi sarà il terzo più vincente all time.
Arrivabene, intercettato al Mugello, aveva detto:《sbilanciamolo, ‘sto campionato》.
Seb, in pista, ha lasciato intendere che i presupposti ci sono tutti.
Estate Rossa.
Valtteri Bottas, 8: si, le ha prese.
Le ha pure date, però, a chi – sulla carta – dovrebbe stargli davanti (e mica di poco).
Curioso retroscena: senza il tragicomico episodio della bandiera a scacchi e, dunque, con un giro in più da percorrere, probabilmente avrebbe dovuto parcheggiare (nell’erba): pare infatti che sia giunto al traguardo senza una goccia di carburante. Perchè? Semplice: per star dietro alla nuova Power Unit EVO di Maranello, bisogna consumare molto, molto di più.
La EVO tedesca, intanto, è ancora al banco di Stoccarda. Ops.
Max Verstappen, 8: finalmente ordinato e veloce.
Con il nuovo motore, la Red Bull fa paura pure in qualifica. Sul passo gara, aspettate il miglior Ricciardo.
Terza forza? Molto di più.
Daniel Ricciardo, 8: scampa la penalità e con un motore ai minimi termini porta a casa un weekend di tutto rispetto.
Nella lotta mondiale, lui, vuole esserci dentro fino al collo.
Si allontanano, intanto, le sirene Ferrari: è pronto un maxi rinnovo in Red Bull (Honda).
A Zeltweg, forse, già l’annuncio.
Peccato, davvero.
Lewis Hamilton, 5: pare che sabato sera fosse una furia. A Stoccarda, evidentemente, hanno paura di perderlo (mentalmente); Toto, infatti, ha sparato a zero sulla sua truppa.
Non ne ha risparmiato nemmeno uno:《siamo indietro su tutto》, 《figura di m…》, e ancora:《ci saranno conseguenze!》.
La sensazione è che il fallimento (al banco) dell’evoluzione della PU abbia notevolmente incrinato le certezze della banda grigia.
Per la prima volta in 4 anni, in breve, se la stanno facendo addosso.
Ma tutti sereni: al Paul Ricard torna il gommino su misura.
Kimi Raikkonen, 5: fa la stessa gara di Hamilton, ma tirare al piccione Kimi, insomma, è sempre più comodo e divertente.
Ciò non toglie che, la sua, sia stata una prestazione imbarazzante.
Lui, per primo, non può e non deve accettarla.
I 30 punti persi tra Bahrain e Barcellona pesano, è vero, ma siamo solo a un terzo di campionato e il tempo per fare il servo non è (ancora) arrivato.
In compenso, pare sia arrivata la riconferma: un altro anno e poi spazio a Leclerc.
Che passi veloce e indolore: in fondo, non è mai troppo tardi.
Tommy Govoni
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