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Terpstra vola, la Quick Step è una magia al Fiandre !

La Domenica di Pasqua vuol dire griglia e Giro delle Fiandre, sia per coloro che mangiano ciclismo ogni giorno sia per coloro che non sanno nemmeno da che parte siano i freni. E’ questa la grandezza di questa corsa che riunisce una popolazione intera sui muri in pavé più ripidi del pianeta. Una cultura, un modo di vivere, una giornata di sport unica.  Andiamo alle pagelle:

Quick-Step: ma che squadra! Con un team manager carismatico come Patrick Lefevre questi sono i risultati che si raccolgono: vittorie! Iljo Keisse e Declercq monumentali, Stiby, Lampaert e Gilbert guardiani delle pietre. Champagne for the Pain! Voto: 10

Niki Terpstra: ripete ciò che ha fatto una settimana prima ad Harelbeke. Ripete una magia, volando in solitaria per quasi 30 chilometri. La sua uscita per riprendere Nibali per poi ripartire è un qualcosa che appartiene solamente a coloro che vivono e pedalano a queste latitudini. Un’altra monumento insieme alla Roubaix. Quando spegne il cervello è va all’avanguardia è fantastico. Voto: 10

Vincenzo Nibali: non abbiamo più parole per Enzo. Oggi ha incendiato la corsa, ha reso memorabile la sua prima Ronde Van Vlaanderen portando il suo fisico al limite del possibile. Fare una gara del genere contro i mostri sacri del Nord, che conosco ogni metro di queste strade, è trascendentale. Ora la Liegi, non per la storia, non per il palmares, ma per una sola cosa: farci emozionare. Voto: 8

Mads Pedersen: questo ragazzo ha fatto una gara incredibile. Ricorda Stuyven nelle movenze, potrebbero fare disastri in futuro questi due in coppia. Voto: 9 

Peter Sagan: il grande sconfitto, la ruota più cercata come sempre dai suoi rivali. Una piccola dormita sull’uscita di Terpstra, ma come lui tutti gli altri big. Con una squadra come la sua è dura competere contro la Quick-Step. La gamba non era delle migliori, ma sarebbe bastata per vincere. Voto: 5

Greg Van Avermaet: non abbiamo mai visto un Greg così poco attaccante. Sempre sulle ruote, un solo attacco ma poco deciso. Voleva vincere la Ronde, ma con questo atteggiamento l’unica cosa che conquista è un quinto posto.Voto: 5

Tiesj Benoot: che fiducia che emana questo ragazzo fiammingo. Forse l’unico a fregarsene dell’ombra di Sagan. Ci prova fino in fondo, esce allo scoperto, tira, macina watt. Grande prestazione. Voto: 7

Philippe Gilbert: altro copione rispetto allo scorso anno, ma stesso fiuto per il risultato. Che fenomeno Philippe, uno che ha vinto tutto quello che si possa vincere che si mette a disposizione della squadra con una facilità disarmante. Voto: 8

Michal Kwiatkowski: si vede per qualche secondo davanti a tutti, poi si spegne. Voto: 4

Gianni Moscon: sembrava fosse a portata di mano un risultato nella top5, ma nel finale si spegne. Grande cuore comunque per il futuro del ciclismo italiano, sempre pronto ad attaccare non appena la gamba lo concede. Voto: 6

Michael Valgren: oggi è sembrato il più solido di tutto il gruppo inseguitori. Attenzione all’Amstel! Voto: 8

Wout Van Aert: è già una garanzia questo prodigio belga. Fino a dove potrà arrivare? Voto: 8

Ivan Cortina: una circonferenza di gamba disumana ha permesso a questo spagnolo di compiere gesta che hanno ricordato la Red Hook di Milano, quando insieme a Mariani ha fatto un altro sport. Oggi rimane al vento per più di 200km con un passo pazzesco e nonostante ciò finisce la corsa a 3 minuti dal gruppo. A solo 22 anni. Ti aspettiamo nuovamente a Milano per vederti mulinare wattaggi astronomici. Voto: 9 

Sonny Colbrelli: il bresciano prova più di una volta ad evadere dal gruppo, con una postura che ricorda molto gli italiani nel post-grigliata quando prendono il taglia erba e sono in balia del picco glicemico. Ma Sonny c’è, vuole fare il salto: Voto: 6

Matteo Trentin: sempre con i migliori, poi sparisce. La Roubaix è alle porte, speriamo cambi marcia. Voto: 5

Mitch Docker: finisce nel filo spinato come Johnny Hoogerland qualche anno fa al Tour de France. Voto: S.V

Heinrich Haussler: che bello rivederlo davanti dopo anni bui. Voto: 6

Movistar: primo classificato in 60esima posizione. Voto: 3

Luke Rowe: si chiude la vena per 20″ e lascia spazio all’ignoranza. Squalificato. Voto: 4

 

 

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