Tessa centra la prima ma la Fede c’è! Il pagellone del prologo sul Rettenbach

Dopo la nottata di fuoco al Fire and Ice in centro paese, è già ora di fare sul serio. Abbiamo aspettato molto questo momento, cercando di soffermarci sul ciclismo fino alla fine per non lasciar trasparire fino alla vigilia la voglia di Audi Fis-Ski World Cup. Eccoci qui finalmente, ai piedi del Rettenbach per assistere alla seconda manche del gigante femminile, dopo aver guardato la prima, come di consueto, dal divano di casa Swatt al Panorama Residence di Langenfeld. Il vento e il maltempo non hanno sicuramente scoraggiato né gli atleti né i tifosi, ed anche la partenza ribassata non ha fatto nulla per compromettere lo spettacolo dell’Opening sul ghiacciaio della valle dell’Oetztal.  Non ci stancheremo di dire nemmeno quest’anno che probabilmente un pendio così ripido e ghiacciato è un po’ eccessivo per il settore femminile, anche se nel vedere le gesta di Federica Brignone nella prima e di Tessa Worley  nella seconda dobbiamo quasi rivedere le nostre convinzioni. Alla fine l’ha spuntata la transalpina, grazie a delle curve sulla parte più impegnativa disegnate con il pennello.

Tessa Worley: la prima manche l’abbiamo vista rigida, quasi statica. Lontana parente della Tessa che ci ricordavamo, quella dello spigolo pesante e delle pieghe allucinanti. Quella Tessa è ritornata la seconda manche, dimostrando al mondo intero che quando è in palla sul ripido e sul ghiaccio non ha rivali. Ancora tra le migliori interpreti della disciplina dopo un decennio. Voto 10

Federica Brignone: c’era scetticismo, è vero, soprattutto dopo l’infortunio, non troppo grave ma sicuramente fastidioso, che l’ha tenuta lontana dalla neve per metà estate. Eppure quando un’atleta ha la giusta convinzione e i giusti assetti (Hirscher docet) riesce a graffiare ed essere incisiva anche in mancanza di allenamento. Prima manche con il numero 1 che ha lasciato incertezza, come è solito accadere ad inizio stagione sul Rettenbach, ma la continuità d’azione che la Fede ha messo in pista non la ha trovata nessun’altra. Punto di partenza per una stagione sempre al top? Voto 10

Mikaela Shiffrin: tolta la vittoria del 2014, la sciatrice più forte del pianeta non è più riuscita ad agguantare il primo gradino del podio nel prologo di stagione, e anche quest’oggi la sua azione soprattutto sul tratto più ripido è sembrata conservativa. Detto ciò, il presagio è che sarà ancora difficile poterle togliere dalle mani la coppa di cristallo. Voto 7

Stefanie Brunner: ritorno dall’infortunio e subito top5. Come al solito Steffi in gigante è sembrata di un’altra marcia dal punto di vista tecnico, anche se il peso di 40kg vestita da sci di sicuro non la aiuta. Il primo podio attende ancora. Voto 8

Norwegian ski team: tolte le prime quattro, atlete ormai da anni al top della disciplina, la squadra più completa e organizzata è sembrata proprio quella norvegese. Mowinckel, Lysdhal, Stjernesund Haugen sembrano aver trovato il giusto abbrivio per arrivare a dominare come i colleghi maschi. Voto 8

Alex Tilley: attenzione all’inglese, ha dimostrato grande coraggio e doti tecniche da piani alti. Voto 7

Weirather-Gut-Fenninger: il trio delle meraviglie che domina in superg ormai da diversi anni pare aver smarrito la retta via per fare lo stesso anche tra le porte larghe. Rigide, dritte sul palo e la maggior parte delle volte anche di traverso. Le aspettiamo su terreni più adatti alle loro caratteristiche. Voto 4

Rai: siamo alle solite. Se da studio il Max nazionale ci prova, incalza e sclera commentando nel post gara le gesta delle atlete, le telecronache sono a tratti inascoltabili. L’unica nota positiva è sicuramente la ricognizione: dettagliata e con la giusta energia, ma bisogna proprio dire che la voce maschile in postazione è spesso fuori dal coro. Paolino e Davide, salvateci voi.

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