Il Pagellone del Parallelo di Bolbeno

Il Pagellone del Parallelo di Bolbeno

Ci eravamo lasciati martedì sera con il Pagellone della Night Race di Schladming, promettendoci che non avremo più parlato di sci per questa stagione, essendo la classica dei rapid gates sulla Planai l’ ultimo evento che meritava considerazione in questo sport. Ci siamo traditi invece, perchè venerdì sera sulla pista “Le coste di Bolbeno” è andato in scena un evento che sarebbe stato degno dell’ organizzazione austriaca, la seconda edizione del Trofeo La Contea, parallelo di slalom a 32 partecipanti.

Finalmente siamo tornati a rivivere un evento che seppure a livello regionale è riuscito ad entusiasmare il pubblico presente, cosa ultimamente assai difficile abituati alle miserie delle fis junior trentine degli ultimi anni. Presenti all’ appello veramente tutti i pezzi da novanta degli ultimi cinque anni trentini, dalla ex squadra regionale capitanata dall’ eterno Furio Brigadoi al gruppo fassano del PCC di Lorenzo Cemin, dal Blackman Team della stagione 2013/2014 agli attuali interpreti militari del Circuito Continentale.

Abbiamo assistito a batterie che sono andate oltre al gesto tecnico del gigante tra la distanza dello slalom, sfide combattute con il cuore e con la passione che hanno creato attorno a questo evento provinciale quella che noi chiamiamo una vera e propria atmosfera da #swattclub. Non si vedevano botte da orbi come quelle tra i due fassani ad hoc Rovisi-Giuliani e tra Red e Toby Franceschetti-Bonapace dagli anni d’oro dello sci in Trentino, che sono ormai purtroppo soltanto un lontano ricordo.

Alla fine della fiera a portarsi a casa il generoso granaio da 600€ messo in palio dall’ organizzazione a favore del podio è il poliziotto Pietro Franceschetti che la spunta sul forestale Giovanni Pasini e sul finanziere Stefano Baruffaldi. Ad uscirne con le ossa rotte invece sono un’ altra volta i giovani, che si vedono surclassare con non challance dagli attuali allenatori, dai porta pali e da futuri maestri di sci che hanno abbandonato l’ agonismo per dedicarsi ai corsi di formazione. Ma andiamo al pagellone:

Pietro Franceschetti

Pietro Franceschetti: doveva essere la classica passerella di gala per lui, ma invece la serata che avrebbe dovuto avere come compito principale quello di scattarsi selfie con i tifosi da vero vip si è trasformata in una guerra con il coltello tra i denti. Frencio se la deve sudare fino in fondo passando tutte le batterie sul filo dei centesimi. Alla fine trova il giusto set up tra la resilienza dei suoi prosciuttoni e la cattiveria del verdü a 0,5 che sopra la tecnologia del nuovo attacco Marker Xcell e del prodotto dell’ Ennstal 820 non possono che portarlo alla vittoria. Voci di corridoio narrano che ad alimentare ulteriormente la tensione nella finale con Pasini ci fosse la mano di una bionda ampezzana contesa tra i due la scorsa primavera: #VarettaDayMAIALONE

Giovanni Pasini: insieme a Baruffaldi Franceschetti sono i main sponsor di numerose aziende farmaceutiche, le quali senza il loro supporto avrebbero portato i libri in tribunale molti anni fa. Ultimamente ha qualche problema nel raggiungere il traguardo e alla prima batteria inforca la seconda porta. Riesce comunque a tenere alta l’ attenzione tra un BCAA e l’ altro grossi come le macine della Mulino Bianco. Il suo viaggio verso la finale è trionfante, ma quando i suoi reni lo salutano lo stomaco di Franceschetti riesce a tenere botta ancora un round prima di spirare con il classico canto del cigno. Si vede così consegnare una busta contenente centro euro in meno. “SCHIZZO

Giovanni Pasini

Stefano Baruffaldi: non riesce a salutare il proprio cane, il quale nome datogli da un credente come lui è ormai noto a tutti, da molto tempo in quanto lontano da casa dal 1980. Baruffa si presenta direttamente dall’ Alpe di Siusi fresco di un secondo posto e per stare in piedi si svuota il barattolo di pump expression direttamente in bocca, perchè l’ acqua…non serve. Alza bandiera bianca solamente in semi finale contro Franceschetti, quando i suoi dorsali non riescono più a reggere la pancia da pensionato che si porta dietro. Nonostante tutto vince la finalina e inserisce nel suo portafoglio 100 preziosi euro, che saranno rigorosamente investiti nel prossimo ordine HMCOZZARO TACHICARDICO

Marco Manfrini: un anno fa si presentò nel piazzale di Bolbenolandia con il “Rollo” al polso, la fidanzata bionda, un prodotto teutonico quattro uscito direttamente da Ingolstadt e l’ umiltà sotto le scarpe. Quest’ anno invece si ridimensiona e torna con i piedi per terra, rigorosamente calzando un paio di Yeezy Boost. Saranno stati i tagli drastici dei vitalizi ai gruppi sportivi militari o la crisi mediterranea che lentamente sta arrivando anche verso la Destra Adige? Quarto posto di valore, ma niente premio in denaro. PAVONE DELLA FOLLAMarco Manfrini

Sebastiano Finazzer: l’ultima volta che lo avevano avvistato in tutina da gara è stato probabilmente il giorno più brutto della sua vita, perchè quando si è costretti a ritirarsi per problemi fisici, si sa, è dura da digerire. Seba però ha ancora il dente avvelenato e bastona le giovani leve con l’ arroganza e la mentalità dell’ ultimo anno, quando durante le merende proteiche e le docce alle due di notte prima delle fis incoraggiava i suoi compagni di stanza con questo aneddoto: “Domani non preoccupatevi, se andrà bene arriverete davanti e se invece andrà male farete arrivare un ’97 una posizione indietro”. E’ letale però per lui l’ inforcata contro Pasini, l’ ultima volta che inforcò in gigante fu la prima porta a Folgaria 2010. IL GIUSTIZIERE

Andrea Chiesa: si presenta al parterre di Bolbeno come ai tempi d’oro del Pinocchio all’ Abetone negli anni 2000, pieno di se’ perchè sa che quella gara può essere sua. Scia bene, anca dentro e svizzerate dalla prima all’ ultima porta, unica nota dolente il filo dei suoi sci targati Alexis Pinturault che non vuole proprio venire su. Si arrende solamente davanti ad un Pasini in gran spolvero per colpa delle sue partenze non proprio brillantissime, causate forse dalla mancanza del mitico mignolino del piede perduto in una serata di gala altoatesina che è già nei libri di storia. ANCA SBILENCA

Andrea Chiesa

Kevin Giuliani: il 50% del prodotto interno lordo della Val di Fassa esce dal suo portafoglio il sabato sera al Cliff Après Ski di Canazei, dove Prudenz sciabola con una precisione chirurgica numerose magnum di Moser Rosè. Precisione che però gli manca nel far tagliare lo sci contro il compagno di infanzia Andrea Rovisi, il quale gli toglie gli scarponi al primo turno e gli accende un toscano per consolarlo. Paga l’ assenza di un salto a metà tracciato mai costruito dagli organizzatori che gli avrebbe permesso di alzare le mani al cielo per effettuare un assorbimento come quello di San Pellegrino 2010. IMPRENDITORE AUSTRIACO

Kevin Giuliani

Davide Parisi: dopo due giornate difficili sull’ altopiano dello Scilliar la playstation diventa la sua migliore amica, tanto che per farlo essere tra i presenti lo devono caricare in macchina con la forza. Come riscaldamento si concede ancora qualche partitina con il suo iPhone giusto per non perdere il vizio, ma la distanza forse troppo ravvicinata dei paletti lo mette in difficoltà contro Dardo il Petardo. Prova a rifarsi con un tentativo invano nel post gara, ma la sua stanchezza è talmente tanta che lo fa addormentare sopra una valigia in Villa FranceschettiRONCEGA

Davide Parisi

Enrico Povinelli: atterra a Bolbeno direttamente da un allenamento svolto sulla Nambino di Campiglio che non effettuava dai tempi dell’ armata Trentina. Il Povi si presenta addirittura con due paia di scarponi ed il riscaldamento è dedicato interamente ai test materiali. Quest’ anno soffre forse la mancanza dei preziosi consigli del fratello maggiore Christopher e del suo diamante, segate che farebbero invidia persino al coetaneo Marcel Hirshcer, il quale dopo il ritiro dal circo bianco di Povinelli capì subito che avrebbe dominato la coppa del mondo senza grossi problemi. Lo aspettiamo il 19 febbraio sulla nera di Folgarida dove nel lontano 1996 si laureò Campione Trentino Baby. FALEGNAME

Enrico Povinelli

Davide Marchetti: l’ organizzatore dell’ evento parte con il piede sbagliato e regala il classico presentatarm decollando sulle porte del salto durante la prima discesa, forse causa la troppa pressione sulle sue spalle o la tracciatura da discesa libera più che da parallelo effettuata da parte di papà Marco. Recupera il DNF della prima manche con una grande seconda frazione, e quando il regolamento sembrava dargli torto apre l’ enciclopedia Bonapace che lo salva dando lezioni di vita a tutti i partecipanti. Rimonta un’ altra seconda run facendo le scarpe a Parisi per poi arrendersi difronte all’ex compagno dei tempi dell’ Agonistica Campiglio Manfro. VENA CHIUSA

Davide Marchetti

Timothy Bonapace: l’ imperatore di Campobasso si presenta con già 300km di rulli nelle gambe e viene acclamato dai sudditi facendo invidia persino alla diretta concorrente sua maestà Elisabetta d’Inghilterra. Questa sera per lui il risultato non conta, l’ importante è stato ricongiungersi a Sebastiano Finazzer ed a suoi ex colleghi con i quali ha combattuto per anni in quell’ inferno di Grand Prix. Manda subito ko un Bottaro in forma smagliante che deve ancora rendersi conto di cosa sia veramente successo, ma al secondo turno le sue case max e la forma paleozoica non bastano a tenere botta contro un Franceschetti che avrebbe eliminato persino Marcel Hirscher. Esce comunque a testa alta dimostrando che avrebbe avuto ancora molto da dare in questo sport e per digerire i 13 centesimi di ritardo si concede pizza e birra rigorosamente gluten free. La stagione delle Granfondo è ormai alle porte. CORRIDORE DA NORD

Timothy Bonapace

Andrea Rovisi: uno dei pochi tra i presenti a presentarsi in dolce compagnia tanto che le sue spasimanti se ne tornano a casa sconsolate. Disegna traiettorie impossibili contraddistinte dal solito polso aperto alla Svedese. Dopo aver capito che le punte degli sci è meglio tenerle per terra sbeffeggia duramente Giuliani, compagno storico dei tempi delle capriole in neve fresca con Detomas, ma al secondo turno si accorge di non avere il lacciolo ferma maschera aperto come in Valgrisa e andrà a raggiungerlo nella finish area. Anestetizza la pesantezza della signorina Nardelli con fiumi di birra e taniche di spritz. LATIN SKIERAndrea Rovisi 2

Filippo Romano: nel tragitto Canazei-Bolbeno semina il panico per strada insieme a Prudenz e quando sbarca sulle Coste di Bolbeno il parterre percepisce l’ ignoranza fassana di questi due animali da après ski. Anche per lui ormai però le primavere avanzano e le scalmane della menopausa gli fanno effettuare il riscaldamento in maniche corte. Ai piedi indossa materiali “fianco bianco” che demoralizzano la concorrenza, e buttando fuori Bonapace Junior Povinelli ricorda al pubblico presente che di Romano “forte” ce ne è uno solo! Si arrende solo a Franceschetti ma nella vip area rivelerà poi che montava lenti specchiate da ghiacciaio alla rovescia e che i postumi del giovedì sera con le cliffine iniziavano a farsi sentire. CLIFF MASTER

Filippo Romano 2

Enrico Bonapace: l’ex poliziotto si presenta a Bolbeno con un anno di inattività alle spalle, causa che insieme al tenore di vita godereccio del corso maestri non giova alla sua sciata. Si dimentica che forse non è la serata ideale per dimostrare virata e curva base ai presenti, ma per lo meno diventa un fido discepolo finazzeriano: maschera Oakley, casco Sweet Protection e capello da figlio dei fiori fanno di lui il vincitore morale della serata. WOODSTOCK 1969

Enrico Bonapace

Davide Beccari: arrivato direttamente da San Martino di Castrozza trafuga una tutina in casa Battocchi; cerca subito di trovare il giusto feeling con la neve di Bolbeno che purtroppo per lui ha una consistenza totalmente diversa rispetto a quella del Gennargentu divenuto ormai il suo nuovo Monte Olimpo. La foga è talmente tanta che, abbinata a tutte le seadas mangiate a merenda, il Salomon non riesce proprio a reggerlo: entra nella folla dimostrando tutto il suo affetto verso il pubblico di Bolbeno. PANE CARASAU

Francesco Rolfi: per una volta non è più la vecchia volpe della compagine nonostante ormai sia entrato negli #enta. Slalomista da elicotteri passa il primo turno sfoggiando un’ ormai obsoleta ma efficace tecnica dello Stemmbogen. Purtroppo per lui nella tracciatura è stato violato il teorema del 10,00 bum ed è uscita la forma marcia del gigantista Manfrini. Rimane comunque il contendente numero uno alla corsa per il Trapano d’Oro 2016. MATUSALEMME

Francesco Rolfi

Matteo Taller: dopo una vigilia all’ insegna delle polemiche, l’ amministratore delegato del Parallelo dei Campioni non concede sconti al socio fondatore del PCC Mauro RasomEsce in una sfida balistica tutta solandra contro Andrea Chiesa dopo che il suo Atomic XT lo tradisce proprio sul più bello. Speriamo che il favorito trentino numero uno per il Master si ricordi di tirare gli attacchi a #Livigno2k16DOTTOR COMMERCIALISTA

Mauro Rasom: dopo una decorosa carriera da slalomista che lo coronò nel 2012 regalandogli il titolo di Campione Trentino Giovani di Slalom a Passo Rolle, Ciaria si dedica anima e corpo allo sci alpinismo dove riesce a stare davanti con i primi. Purtroppo però a Bolbeno il chilometro verticale si corre a luglio e questa sera si va in discesa. PERCHE’ CI CREDO

Matteo Battocchi: con il suo casco aerografato e senza orecchie più che ad un ex atleta sembra il Tony Hawk delle nevi. I numerosi allenamenti all’ Ursus Snow Park di Campiglio insieme al mitico Icio Zattarin gli fanno perdere lo smalto dimostrato la scorsa edizione. Non riesce così a difendere il suo titolo ed esce contro il Leone di Dervio BaruffaldiBIGOLINO

Matteo Battocchi

Luca Tansella: il neo papà Luca arriva scortato fedelmente dalla propria consorte e da nonno Max. L’ aria di Bolbeno gli rimembra le sue gloriose annate da baby/cuccioli, quando dentro alla sua storica tutina bianca seminava il terrore in tutta la circoscrizione, e gli concede di eliminare l’ ambasciatore di casa Corrado Marchetti. Trova però subito sul suo cammino quel manovale schiacciasassi di Battocchi che lo ara a dovere: GAME OVER (in tutti i sensi).

Corrado Marchetti: rifiuta la richiesta fattagli in settimana sull’ organizzare un allenamento o meno, per poi essere avvistato di sottobanco a macinare giri con i suoi atleti. Non è lo Yoghi dei tempi d’oro in quanto non riesce a trovare il cestino di papà Pino per fare merenda. Il troppo lavoro alla Scuola Sci Rainalter gli sottrae energie preziose. CIODO

Giovanni Manfrini: direttamente dal Roo Bar & Cascade di Sankt Moritz parcheggia la sua lussuosa Porsche in un piazzale a Tione dove noleggerà una normalissima Passat per non dare troppo nell’ occhio. Il principino di Villa Lagarina dopo aver assaggiato in riscaldamento un terreno un po’ ostico per i suoi denti raggiunge i meno dotati nella vip area dove ignorantemente si accenderà anche lui un sigaro. A fine gara rilascia interviste dichiarando che in Svizzera ha trovato il lusso che a lui si addice. BUSINESS JOHNGiovanni Manfrini

Sebastiano Sartori: l’anno scorso uscì di scena per il troppo rispetto portato nei confronti del Giorgione Nazionale, quest’ anno il porta colori della Scuola Sci Folgarida dopo esser stato avvistato in mattinata sul Ponte dei Fortini già con sci e scarponi da gara ai piedi finisce nella mietitrice Battocchi e ne esce con le ossa frantumate. Speriamo che si riprenda per il Parallelo di Folgarida dove il suo sfidante del primo turno Marco Maffei ha già dichiarato di non fare sconti a nessuno nonostante lui le ossa le abbia rotte veramente. GERIATRIA

Toni Beccari: 56 tibie, 32 femori e 25 rossi diretti colmano il suo curriculum al Comano Terme. Promette a Baruffaldi di non farlo arrivare a casa sano se non lo avesse fatto passare, ma alla fine si dimostra un Signore qual è. ETERNO

Daniele Antolini Marco Lorenzi: le vecchie leve della Scuola Sci Rainalter badano poco ai fronzoli ma stentano a tenere il passo dei giovani, che grazie a qualche ora di lezione in meno sulle spalle e qualche caffè corretto in meno sullo stomaco si presentano alla Night Race nettamente più lucidi. Da questa settimana prevista la salatura del Campo Scuola Bambi per arrivare preparati a dovere alle alte temperature del prossimo anno e per proseguire con i corsi collettivi fino a maggio inoltrato. STAKANOVISTI

Erik Ferrari: portacolori del Tremalzo ai tempi di DT Rolfao niente può contro “Er Salamella” Franceschetti. Rumors dicono che se la cavi molto meglio con il freestyle e le motoseghe. Che sia il prossimo acquisto della FreeStyle Accademy alla corte di Lino GirardiDON GIOVANNI

Marco Zontini: l’ allenatore dell’ Agonistica Val Sabbia voleva ripetere le gesta dello scorso anno, quando in una manche le suonò a Giorgio Rocca. Dopo la caduta di Marchetti in prima manche si strofinava le mani come fece Silvio nell’ intervallo di Instanbul sul 3 a o dei rossoneri contro il Liverpool; sappiamo tutti poi come andò a finire: CRIBBIO

Stefano Bottaro, Jacopo Gelmetti, Lorenzo Zanetti Thomas Simoni: dopo questo parallelo si sono resi veramente conto di cosa significasse correre una fis junior regionale qualche anno fa. “Non esistono sciatori vecchi o giovani, ma esistono sciatori veloci o lenti” (cit. Max Carca). LATTE E NESQUIK


@kingtimo_ in collaborazione speciale con @markmaff

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Ex Atleta Sci Alpino. Ciclista amatoriale a tempo perso. Ricercatore di gioie a tempo pieno.

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