DUE BATTUTE SUL GP DI CINA

In Cina la Gina è stata vicina. Molto vicina. Probabilmente Vettel, in condizioni normali, avrebbe avuto la macchina per battere Hamilton. Di mezzo c’è stato solo il botto del povero “Giovi”, andatosi a schiantare nel posto e nel momento sbagliato. Siamo qui a parlare, quindi, di quella che può essere tranquillamente considerata un’occasione persa.

Persa, sfighe a parte, soprattutto dal muretto Ferrari, confermatosi dopo l’eccezione in Australia sui livelli tragicomici del 2016.
L’ordine di scuderia a Raikkonen, infatti, andava dato: Kimi aveva problemi di coppia ed è stato chiaro fin da subito che non avrebbe avuto lo spunto necessario per sopravanzare Ricciardo; la conseguenza di questa mancata presa di posizione del box si è tradotta in 6/7 secondi totali persi da Seb, esattamente gli stessi che hanno separato il tedesco e il Nero al traguardo.
Ma il capolavoro di Clear & co. non si è certo fermato qui: dopo aver reso Kimi un tappo per il suo compagno di squadra, hanno ben pensato di ritardare oltre ogni modo e maniera la sosta del finnico, facendogli perdere una terza piazza assolutamente alla portata. Chapeau.

Capitolo frecce d’argento: Bottas è stato imbarazzante.
Girarsi dietro la Safety Car non era facile ma lui ci è riuscito, deliziandoci con un gesto tecnico pregevole. Una bottas di vita al GP.Di Hamilton risulterebbe superfluo commentare la prestazione in pista. Semplicemente stomachevoli, invece, i reiterati elogi all’indirizzo di Vettel nel post, espressi con il chiaro intento di denigrare Rosberg che, tra parentesi, con ogni probabilità tornerà presto per insegnargli cos’è la signorilità. E chissà che non lo faccia vestito di rosso…

Infine, due parole su Verstappen.
È un fuoriclasse, un manico assoluto.
Dategli una macchina vincente e saluterà tutti.
La Red Bull, intanto, è già in crescita.
E se zio Adrian non avesse ancora calato l’asso?!

Ci vediamo in Bahrain!

tommasogovoni@gmail.com

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