Ghisolfi libera Excalibur, nuova via più dura del bel paese

Stefano libera il primo 9b+ italiano

Si possono esprimere watt anche sulla roccia? Assolutamente sì. Non si parla però di cicloergometri, misuratori di potenza e materiali che fanno dell’aerodinamica il loro mantra. In questo caso dita estremamente forti, braccia da decine di monotrazioni e capacità di utilizzare l’equilibrio in ogni situazione fanno la differenza.

Capacità che fanno sicuramente parte del bagaglio tecnico di Stefano Ghisolfi, atleta che da ormai una decina d’anni tiene alto il tricolore nel mondo dell’arrampicata sportiva. Fortissimo sicuramente nelle competizioni, dove ha conquistato la Coppa del Mondo lead nel 2021, ma climber che riesce ad esprimere tutto il suo potenziale nel superlavorato su roccia, e la ripetizione di Excalibur, primo 9b+ della storia italiana e quarto della sua carriera ne è la prova.

La notizia della “rotpunkt” è arrivata questa mattina via social, per una via di soli 18 movimenti su un pannello fortemente strapiombante che l’ha tenuto impegnato, considerando i periodi di condizioni ottimali, da un anno a questa parte. Chiodata da i due forti arrampicatori “local” Christian Dorigatti e Loris Fontanari, ha attirato l’attenzione dei più forti interpreti della disciplina, da Jakob Schubert ad Adam Ondra, passando per l’astro emergente inglese Will Bosi che alla fine dello scorso anno ha compiuto dei tentativi promettenti arrivando a due movimenti dalla fine del secondo “crux”.

Dopo la rinuncia di Ondra, arrivata tramite video YouTube qualche giorno fa e dovuta prevalentemente ad una presa, che a detta sua, rischiava se tenuta nel modo corretto di provocargli un infortunio al dito, la libera è stata conquistata dal primo che ci ha messo le mani, Ghisolfi appunto. Via che per questo motivo difficilmente verrà degradata in futuro, sia per la quasi totale impossibilità di utilizzare le ginocchiere, strumenti che negli ultimi anni hanno portato a numerosi “downgrade” di vie storiche, sia perché, come detto in precedenza, ci hanno già messo le mani i più forti arrampicatori su roccia del momento.

Ai ripetitori l’ardua sentenza.

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