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Giacomel firma la prima edizione de “La Sparata Swatt Club”. Il pagellone di Madonna di Campiglio.

Undici “atleti” inossidabili nel loro picco massimo di forma, una salita da 2,2 km al 6% di media, 8 gradi alle 19:30 di sera e una pioggia battente che solo poteva accompagnare. Questi gli elementi fondamentali per la prima edizione de “La sparata Swatt Club”, la salita in linea clandestina, o forse meglio sarebbe chiamarla ciclopedalata, dove un Bikeporn mai visto prima condito da wattaggi disumani la ha fatta da padrone.

Venerdì 11 agosto, ore 19:30, Madonna di Campiglio. La salita verso il Rifugio Patascoss, dove tutti gli anni il 22 dicembre ci presentiamo muniti di accredito media parcheggiando il nostro van poche ore prima del via della Night Race, finalmente è sgombra di automobilisti invadenti saliti sul colle per godersi il tramonto davanti alle Dolomiti di Brenta. L’ ammiraglia di Tommaso Papa sponsorizzata ufficialmente dalla Scuola Italian Sci 5-Laghi accende le quattro frecce, mentre nel bagagliaio la fotografa ufficiale dell’evento Margherita De Alessandri sistema gli ultimi dettagli sulla sua Reflex; scatta la diretta Instagram, siamo online. Si parte per il trasferimento. Poco più di 1 chilometro di riscaldamento tra sguardi di sfida. La vera star è lui, Ciccio Valenti. Si pavoneggia con il body stars&stripes firmato Swatt Club convinto delle possibilità della propria gamba. Timothy Bonapace controlla le ruote di ogni singolo avversario, in cerca di un possibile contendente, mentre Mattia Casse inizia a prendere a calci i pedali della sua Bianchi griffata Team Lotto Jumbo sfibrandone il carbonio a causa della potenza sviluppata da un quadricipite che detiene ancora il miglior tempo in prova nell’ Hahnenkamrennen del 2016, sulla Streif di Kitzbühel.

Si parte, Papa accelera, comincia la bagarre della sparata tra il rumore del clacson e il classico odore di frizioni bruciate da Passo Mortilo. Al primo tornante c’è il sapone per terra, si rischia che finisca tutto lì, ma dopo 500 metri di gomitate per stare davanti Giuppo Vitali prende l’iniziativa e si suicida con uno scatto da più di 600 watt. Un’ azione che sebbene lasci qualcuno per strada si dimostra essere tutt’altro che incisiva e volta soprattutto al ritorno di immagine, confermando la vera mentalità da Swatt Club, quella dell’ apparenza. Si sposta inesorabilmente dopo poche decine di metri, prima che il ritmo incessante del gruppo lo asfalti definitivamente. Faccia cupa, ed è già finita la benzina. Altri 200 metri di stallo, e parte Bonapace Junior che non toccava la bici dalla Classica di Monza, ma la menata è quella dei tempi migliori. Il gruppo si allunga, sono tutti in fila indiana, alcuni accusano già il forcing del battistrada, ma mancano ancora più di 500 metri alla fine. Dietro si guardano, hanno perso tutti qualche metro, è arrivato il momento decisivo per andare a prenderlo o potrebbe arrivare da solo. Il fratello chiude il buco, come solo l’ Embatido Valverde saprebbe fare contro il suo compagno di squadra Nairo il Condor. Una frullata con una progressione di 30 secondi, eseguita regolare, che arriva fino a 850 watt, spinta con il 39/23 dove le pendenze raggiungono la doppia cifra. La corsa è scoppiata, dietro il classico veglione del tritello.

Il forte ex biker padovano Alessandro Rubin prova a rientrare regolare sui fratelli Bonapace, ma il futuro del biathlon italiano in coppa del mondo Tommaso Giacomel dimostra di meritarsi la prima wild card delle 12 messe a disposizione dall’ armata Solowattaggio per vincere la prossima edizione della 24h Castelli di Feltre a Giugno 2018. Lo salta di netto. Tra lo sparpaglìo più totale ci prova il cinghiale Ciccio Valenti che esce allo scoperto per qualche secondo. Un fuori soglia memorabile degno solo di cilindrate da superbollo, prima di trascinarsi ai 5kmh per gli ultimi 200 metri verso il traguardo. Bonapace rallenta, si volta cercando con lo sguardo il suo capitano vestito a stelle e strisce che però non arriva affondando lentamente tra le acque del diluvio dolomitico, e venendo risucchiato dal resto dei guerrieri di questo guado; anche l’azionista di minoranza Michele Garbin riesce a mettergli la ruota davanti in un photofinish caratterizzato da un tombino dell’enel e un cartone dell’ortofrutticolo locale. Ma andiamo al pagellone:

Timothy Bonapace: alla vigilia la sua vittoria era quotata meno di quella di Hirscher nella prossima stagione di Coppa del Mondo, nonostante lui si fosse sempre dichiarato fuori corsa data la sua veste di organizzatore dell’evento. La progressione fuori dalla galleria fino a raggiungere gli 850 watt, grazie ad un calzino esuberante all-white griffato rigorosamente oxeego, fa saltare tutti in aria, vedremo se sarà in grado di replicarsi il 27 agosto alla GF Carnia Classic. Si volta, controlla, e al traguardo indica Tommy Giacomel, il suo fido compagno di un decimo posto alla 24h di Feltre già entrato nella storia, nominandolo con un’ investitura degna di Carlo Magno vincitore della prima edizione di questa sparata. Voto 10

Timothy Bonapace

La pacca sulla spalla di Timothy Bonapace al cinghiale Luca Valenti prima della “passata”. Un po’ come il bacio di Giuda Escariota.

Tommaso Giacomel: l’ unico a reggere la frullata del King fino a 100 metri dal traguardo, perdendo solo una ventina di metri. Gamba disumana e coraggio da vendere per il finanziere di Primiero. Sarà una pedina fondamentale dell’ ASD Swatt Club per la stagione sulle due ruote del 2018. Voto 9

Tommaso Giacomel

Sulla destra Tommaso Giacomel, classe 2000, pronto a far cavare l’asfalto.

Alessandro Rubin: lavora nella penombra senza mai dare segni di cedimento, conquistando un podio importante nonostante il cancello che si ritrova sotto al culo. Lo potremo paragonare solo ad un altro “operaio del buio” per lo Swatt Club, Van Poppel. Siamo sicuri che questi due personaggi nella notte della Night Race il 22 dicembre prossimo, al Piano 54 ci porteranno in Paradiso. Voto 8

Alessandro Rubin

Ad Alessandro Rubin sono bastate le ripetute nel pomeriggio precedente.

Michele Garbin: l’azionista di minoranza doveva ancora smaltire la legnata presa lo scorso weekend nell’ ascesa a Valmorel. Gambale lungo per camuffare un pelo sulla gamba inguardabile, anche se la forma cresce di giorno in giorno nonostante il compitino delle uscite da 50km caratterizzate dal classico rapportino e senza fascia cardio. Regge bene il ritmo fino all’uscita della galleria, salvo poi commettere un errore degno da scomunica a vita: togliere il 50 davanti. Ma il “rapportino” chiamava, e Garba non è riuscito a resistere alla tentazione piantandosi di conseguenza. Voto 7

Michele Garbin

Michele Garbin scherza al traguardo.

Luca Valenti: quando l’apparenza supera la sostanza. Bikeporn allo stato puro, un’ occhialata prizm futuristica, e un body a stelle e strisce di due taglie in meno dove con una temperatura costante di 8 gradi centigradi la broncopolmonite cronica nei prossimi giorni potrà accompagnare solo. Nonostante tutto questo è il grande sconfitto di giornata. Le troppe ore svolte ultimamente da segretario in ufficio caratterizzate da picchi glicemici da altro pianeta gli fanno fare un fuori soglia che arriva oltre il Crozzon di Brenta. La miciola incredibile degli ultimi 50 metri percorsi ai 2,5kmh non verrà dimenticata facilmente, anche se al traguardo raschiando il fondo del barile trova le ultime energie posando per qualche scatto da vero pavone della folla. Con una tale mentalità, il tesseramento il vista della prossima stagione è sacrosanto. Voto 6-

Ciccio Valenti

Ciccio Valenti in versione Stars&Stripes. Follia pura.

Enrico Bonapace: l’unico a provare veramente a far saltare il banco, con una menata che ha fatto paura a tanti. La fagianata alla Postlberger è come la luce di una candela che perde forza lentamente, per poi spegnersi tutta di un tratto. I pochi chilometri di questa stagione non lo hanno certamente aiutato, ma siamo sicuri che uno come lui da top50 alla Maratona dles Dolomites saprà ritornare presto sui suoi livelli. Voto 7

Bonapace Junior

Bonapace Junior fa male al gruppo.

Mattia Casse: in molti seppur abitassero vicini alla Perla hanno snobbato La Sparata. Mattia no. Direttamente dalle Mura di Bergamo Alta il discesista azzurro del massimo circuito si presenta a Madonna di Campiglio con i suoi 90kg di massa magra, i quali su pendenze a doppia cifra non fanno proprio il gioco del leone. Wattaggi massimali da fare invidia persino al nostro amico Greipelone. Ora davanti a lui il focus è tutto sui due eventi più importanti della stagione 2018: l’ Olimpiade di Peyong Chang La Classica di Monza. Voto 100

Mattia Casse

Mattia Casse e Alessandro Rubin provati dopo la corsa.

Matteo Scalet: l’ultimo senatore rimasto di una baracca ormai andata in vacca, l’ultimo dei Moicani e potremo fermarci qui. Fondamentale il rifornimento in corsa e la sua menata a disposizione del nostro capitano alla Sportful Dolomiti Race a Giugno, prima di arenarsi sulla rampa del Croce d’Aune. Leggermente opaca la sua prestazione a La Sparata, probabilmente doveva ancora recuperare a pieno le energie spese per quei 20km di pura follia alla Sportful. Siamo sicuri che una volta chiuso il capitolo sci, avrà tutte le carte in regola per diventare uno dei granfondisti italiani più forti di sempre. Voto 6

Matteo Scalet

Matteo Scalet. Il senatore ha scelto Prizm.

Giuseppe Vitali: quando si dice “la fuga per far vedere la maglia”. Onora la maglia Swatt davanti alle telecamere che lo immortalano prontamente in stile Hollywoodiano. Quando si spegne la luce poi, si defila tutto a sinistra in contromano. Con una gamba del genere non si sarebbe spostato manco lo avesse centrato un camion. Voto 6-

Giuseppe Vitali

Giuseppe Vitali anche lui indossa Swatt.

Cristian Stanchina: effettua il riscaldamento salendo in bicicletta da Dimaro, 19km di salita pura. Probabilmente era finito ancor prima di iniziare. La mentalità vincente di questo 2002 lo distingue però dai suoi coetanei facendogli comunque fare bella figura. Onora la corsa per i primi 500 metri, salvo poi saltare in aria alla prima vera accelerata dei suoi allenatori sugli sci. C’è ancora tanto da fare per essere nominato senatore, ma la strada intrapresa sembra proprio essere quella giusta. Voto 7

Cristian Stanchina

Cristian Stanchina si confronta con i Senatori di Solowattaggio.

Grazie a chi ci ha dato una mano nell’organizzare la prima edizione di questo evento, guidando macchine, scattando foto o anche solo presentandosi per prenderne parte nonostante il tempo non fosse dei migliori. Ci vediamo alla prossima edizione!

Diritti riservati a Solowattaggio per tutte le foto scattate.

Michele Garbin Timothy Bonapace.

 

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