È giusto mandare a casa Flavio Roda e Max Carca?

Nell’ultimo mese abbiamo commesso un grave errore, credendo che il grande sci fosse andato in archivio con la Night Race di Schladming dopo i fasti di Kitzbühel, ma ci sbagliavamo di grosso. Ieri abbiamo nuovamente vissuto una giornata leggendaria, vivendo e condividendo emozioni come mai in questa stagione che sta per concludersi. Gli schiaffi di Hargin, gli ombrellini degli austriaci in partenza, le remate sui piani di psyco Feller, il “chi ha paura stia a casa” in diretta di Stefano Gross, la ceduta da 6.000 Watt di Solevaag, le bottiglie lanciate in aria senza nemmeno aprirle dal presidente austriaco Peter Schroeksnadel, fino alla prima manche di Hubertus von Hohenlohe. Momenti indimenticabili a Sankt Moritz, i quali ci hanno confermato ancora una volta quanto le medaglie passino in secondo piano quando un atleta riesce ad accendere il cuore dei tifosi. Questo fuoco interno si è però spento nel tardo pomeriggio, diventando latte alle ginocchia, quando su Raceskimagazine l’ex DT azzurro Claudio Ravetto ha ufficializzato la sua candidatura nelle prossime elezioni alla presidenza della FISI.

Ravetto ha puntato il dito contro il sistema, dopo un altro Mondiale senza medaglie in campo maschile, al pari di Vail 2015. Sul banco degli imputati ecco Max Carca, Massimo Rinaldi ed il presidente della Fisi Flavio Roda. A suo giudizio questa debacle è stata causata dal sistema voluto fortemente dal presidente e dalla sua voglia di annullare completamente la personalità all’interno delle squadre nazionali.

L’ex DT punta il dito contro il sistema, di cui è stato lui stesso al timone fino due stagioni fa, che cosa è cambiato allora da quando al suo posto è stato chiamato Massimo Rinaldi? I risultati sono aumentati, in questa stagione l‘Italia è ritornata grande, i podi e le vittorie lo confermano. Alzi la mano chi  non avrebbe pronosticato tre medaglie per Sofia Goggia, una alla Brignone, due per Paris, una per Fill e magari un acuto di Moelgg o Gros? Non è colpa di Flavio Roda se la Goggia incrocia gli sci mentre si sta involando verso un oro, se Paris e Fill partono con un numero di partenza sfortunato e se il terreno dello slalom non era particolarmente idoneo ai nostri slalomisti. Da quando è stato nominato direttore sportivo, Massimo Rinaldi ha instaurato una grande collaborazione con le aquile austriache, pura utopia in passato, lo staff dei nostri velocisti è forse il migliore al mondo, Max Carca oltre ad essere un tecnico formidabile dà grande carica agli atleti, basti vedere le performance attuali dei canadesi da lui stesso allevati, che cosa dovremmo quindi cambiare? Non si può giudicare uno Staff sulla gara secca, alle prossime Olimpiadi con questi stessi atleti potremmo raggiungere almeno sei medaglie, lasciamoli dunque continuare a lavorare in pista.

Ravetto ha ragione quando dice che il sistema non funziona, ma non funziona alla base, nella categoria giovani e senior, dove manca un leader, un faro in grado di guardare negli occhi gli atleti e dire loro in faccia le cose, non la telenovela che stiamo vivendo, in cui contano più le pressioni esterne a scapito del cronometro. L’ex DT che ora critica il sistema, lo ha condotto per molti anni, non riempendo addirittura il contingente in diverse gare di Coppa del Mondo. Se dal 1987 al 1994 sono stati rottamati grandissimi talenti, non è certo colpa di chi è al timone da soli due anni. Lo sci in queste ultime annate ha vissuto un innalzamento del livello generale impressionante, non è più possibile considerare carne da macello e chiudere la porta ad atleti che occupano i primi 150 posti al mondo nei punti FIS. Negli scorsi anni abbiamo visto atleti protagonisti in Coppa Europa lasciati a casa senza una motivazione, vedendoli smettere di sciare inermi, oppure vincere il sistema come sono riusciti a fare Nani e Varettoni.

Per arginare l’ascesa politica di Claudio Ravetto è doveroso fare una cosa, lasciarlo ritornare nuovamente a fare ciò per cui è tuttora uno dei numeri uno al mondo: il tecnico in pista. Nei prossimi mesi Solowattaggio ufficializzerà l’appoggio ad una grande persona per la lotta alla presidenza FISI, prima però lasciamo lavorare tutti in tranquillità in questo anno Olimpico. Seguiteci, sarà una sorpresa.

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

2 Comments

  1. Pier mario Calcamuggi Reply

    Signori ! un pò di calma e ragioniamo a bocce ferme. Lo sci non è il calcio dove persa una o due partite si cambia allenatore.
    La squadra maschile e femminile ha risposto bene durante i mesi precedenti.
    Hanno “toppato” i mondiali nessuno lo può negare ( tranne la Goggia….) ma non è che adesso bisogna rivoluzionare la struttura perché non ci sono stati i risultati previsti. E allora inizio stagione l’Austria dov’era ?
    Problemi di psicologia ? Incapacità di gestire la tensione?
    Signori! Ho si hanno le p….le oppure non sei un’atleta sino in fondo. Ma non è certamente mettendo 10 trainer della mente ( si chiamano così adesso mi sembra ) dietro al sedere dell’atleta che si risolvono le tensioni . Per esprimere delle critiche corrette al sistema bisogna innanzi tutto sapere come hanno lavorato nei mesi precedenti e i contenuti della loro preparazione
    Mancano i giovani ? E allora diamo uno sguardo a cosa succede alla base. dove i vari pseudo atleti ( di qualunque categoria ) corrono da una gara all’altra senza un attimo di recupero per staccare la spina, ricaricarsi fisicamente e moralmente e magari correggere qualche piccola imperfezione tecnica.
    La colpa ? Non della Federazione ( la quale è fatta dai voti della base …..) che non ha potere sulla volontà di genitori, allenatori e altri guru dello sci, che si dimenticano che hanno tra le mani individui in fase di sviluppo fisico e mentale e che la loro struttura a quella età non può reggere per tanto tempo gli intensi allenamenti che ormai sono molto di moda.
    Mi risulta che nell’età dell’adolescenza certi ragazzi/e durante il periodo estivo-autunnale fanno circa 60 gg di sci. Numeri che anni fa facevano quelli delle squadre nazionali ma con atleti adulti e maturi per sopportare i carichi di lavoro.
    Per carità i tempi sono cambiati e, pur non condividendo questa strategia di lavoro, devo accettare la realtà. Ma mi rendo anche conto che a 16 – 17 anni vuoi per studio, vuoi per motivi economici, vuoi perchè sono stufi dopo 6-7 anni di sci, di ghiacciai, di alberghi, di viaggi in pulmino ( massacranti …!), di non risultati questi giovani abbandonano lo sport della neve.
    Direi stiamo calmi e aspettiamo le prossime gare che sono tecniche e di velocità.
    E se vengono i risultati come penso e spero come la mettiamo ? Ci si rimangia tutto ? Si fa ” osanna ” a Flavio, a Massimo, a Rulfi, a Carca, a Alberto, ecc ? dopo averli messi sulla catasta di legna con pronta la benzina e l’accendino ?
    Dai non diventiamo tifosi da bar ( con rispetto per i bar …) e aspettiamo i risultati.
    I nostri atleti / e hanno bisogno anche della nostra fiducia !
    E se poi qualcuno vuol tentare la scalata alla Federazione per impostare nuove strategie e strutture bè auguri siamo ancora un paese libero…..
    Calca

    1. adminsolowattaggio Reply

      Caro Calca, hai espresso in un bel commento quello che abbiamo scritto noi, non si giudica una squadra sulla gara secca. Buona giornata.

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