Il Party domenicale lo organizzano i Rossi, e Prosciutto non è invitato: il Pagellone di Melbourne

Sebastian Vettel, 9: scleri vanziniani a parte, Mr. Honestly si è trovato nel posto giusto al momento giusto: dopo averle sistematicamente buscate dal Bollito per tutto il weekend, se in Haas non si fossero inventati il capolavoro, sarebbe finito terzo con una carriola di secondi.
E invece, puntualmente, il signor Karma ha aspettato il Nero al varco e l’ha riempito di mazzate, salvo poi arrendersi a una tornata dalla fine al cospetto della micidiale tarantola che ha ormai da tempo nidificato la crapa del Nuovo Senna.
Jokes apart, la Ferrari ha bisogno come il pane del fattore Coulo(mb), proprio come fu per i crucchi stellati 12 mesi fa.
E se l’obiettivo primario era ridurre il gap in qualifica, auguri.
Chiappe strette da qui al Montmelò, guys.
Lewis Hamilton, 8: nel primo stint non scappa via a Raikkonen, per poi (…quasi) ammazzare la gara con le Soft.
Proprio sul più bello, però, pasticcia come non faceva da tempo: un paio di giri in più e avrebbe pure perso il podio.
Qual è, allora, la vera Mercedes? È quella veloce, a tratti (molto) più veloce della Rossa, e anche quella nel pallone delle ultime battute. Ma soprattutto è quella stizzita e rosicona che nel post dá la colpa al GPS: si, insomma,《ha stato il software》.
Ride bene chi ride ultimo, caro Lewis.
Kimi Raikkonen, 8.5: voleva vincere e ha tentato subito di tirare il trappolone al Nero, difesosi egregiamente.
Pare pimpante e cattivo come non mai, ma pure sfigato come suo solito.
La chiamata ai box per fingere un undercut impossibile puzza – ancora una volta – di sacrificio; non è infatti passato inosservato quel 《non cercare di fottermi》 urlato rabbiosamente a Carlo Santi, reo di non averlo informato sulla non-sosta di Vettel.
A conti fatti, pare comunque aver trovato subito il feeling con la vettura: segnali di un Nonno che, il piede, non lo alzerà facilmente.
Daniel Ricciardo, 7.5: una volta di più, zitto zitto, è ancora lui a tenere in piedi la baracca.
Haas e Safety Car evitano la figuraccia ai maledetti Bibitari, che evidentemente devono ancora bere tante lattine per giocarsela là davanti.
Tutti rimandati, dunque, tranne il Riccio: concerto di sirene Rosse per lui.
Aussie.
Fernando Alonso, 8: forse (forse!) Boullier si sbagliava e la Papaya non ha propriamente il telaio migliore del lotto.
A rassicurare il majin bu francese, tra una baguette e l’altra, ci pensa però la Iena di Oviedo, subito felicissima di poter bastonare il Bimbominkia.
《We can fight》. Daje.
Max Verstappen, 4: solite ombre, soliti errori.
Al momento meno opportuno romperà sicuramente le pelotas, ma per adesso sembra avere per le mani una macchina inguidabile.
Niente paura, però: è sicuramente colpa del motore (semi cit.).
Impresentabile.
Valtteri Bottas, 4: imbarazzante al sabato, ancora peggio la domenica: in bocca al lupo per il suo lunedì, allora…
Qualcuno lo svegli.
Buona settimana a todos, e appuntamento nel deserto bahrenita.
Tommy Govoni

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