Le salite impossibili: la Terribile di Valle, lo Zoncolan del Comelico

Il Giro d’Italia è andato in archivio con molti rimpianti, la giornata del doppio Stelvio non ci ha certo appagati, facendo aumentare ancora di più la nostalgia verso salite mitiche come lo Zoncolan, Tre Cime di Lavaredo, Crostis, Alpe di Pampeago, Fedaia e Colle Delle Finestre per citarne sommariamente alcune. Avremmo voluto vedere Tom Dumoulin pedalare su questi terreni, avremmo voluto vedere Quintana e Nibali scattarsi in faccia sullo Zoncolan, ma tutto questo lo abbiamo visto solamente nei nostri sogni. A pochi giorni dalla fine della corsa rosa, questa rabbia si è trasformata in voglia di esplorare, così siamo andati a cercare pendenze forti, di quelle che fanno male, quelle in cui è meglio non guardare avanti, ma guardarsi dentro. Lo abbiamo fatto assieme a Nicola Tonet, artefice di questa scoperta, nonché detentore del KOM su Strava, un atleta molto attaccato allo Swatt Club, uno che non si spaventa quando la strada sale in doppia cifra.

La salita protagonista è la Terribile di Valle di Comelico. Situata nel Comune di San Pietro di Cadore, in Val Comelico, provincia di Belluno e confinante a nord con la vicina Austria, ad est con il Friuli Venezia Giulia e ad ovest con l’Alto Adige, la Terribile potrebbe essere l’ascesa del futuro. Il nome di questa salita non ha bisogno di spiegazioni, una rampa incredibile lunga 4 Km e 553 metri, con una media del 12% e dislivello di 500 metri, ma sono le punte a fare paura, con un picco del 30 % in cui il bikeporn deve lasciare spazio ad una erogazione di Watt brutale solamente per non cadere dalla bici. L’ascesa inizia da Mare, frazione di San Pietro di Cadore, protagonista del passaggio di tappa nella frazione San Candido-Piancavallo durante l’ultimo Giro d’Italia. 6,5 Km alla media del 9,7 % fino al GPM di Forcella Zovo, ma la Terribile, la protagonista, inizia negli ultimi 3Km di salita. 

Campolongo, il paese natale del “Grillo” Maurilio De Zolt, uno degli atleti con più Watt nella storia di ogni sport, ancora in festa dopo il passaggio del Giro. La salita che porta alla Terribile inizia a poche centinaia di metri.

Le pendenze si fanno sentire da subito nel Km che porta a San Pietro, ma sono solo l’antipasto; a San Pietro si svolta a sinistra verso Valle di Comelico, il piccolo paese in cui la “Terribile” ha inizio. Nel centro la strada spiana per l’ultima volta, siamo alla porta dell’inferno; la media da questo punto, fino al GPM di Forcella Zovo è del 12,3% . Il picco di pendenza è  subito sotto alle ruote: Via Giava. Un rettilineo in cui solamente pedalare risulta complicato, dove le pendenze raggiungono il 30%, è il Mur de Huy del Comelico, ma il muro belga è un cavalcavia se paragonato a questo inedito. Arrivati in cima  Via Giava si ritorna sulla strada principale, con pendenze all’ 8 % fino ad arrivare a Valle di Comelico.

Via Giava, non servono spiegazioni. Un muro con pendenze costantemente intorno al 30%

Gli ultimi metri di Via Giava, come faranno i velocisti?

 

L’inizio di Via Giava. Sarà l’incubo dei corridori dell’avvenire?

 

La Terribile inizia qui, media del 12% fino a Forcella Zovo, il GPM. Le pendenze fanno paura, quando la strada spiana è solo un’ impressione, non si scende mai sotto al 9 %. Il manto stradale completamente rifatto rendono il ritmo più scorrevole, ma le pulsazioni fuorisoglia possono accompagnare solo.

L’inizio ufficiale della Terribile a Valle di Comelico. Non c’è respiro fino a Forcella Zovo

 

Panorami mozzafiato e capolavori architettonici rendono l’ascesa più dolce

Ogni colpo di pedale per mettersi alle spalle questo mostro, la Terribile non perdona.

La vicinanza della Terribile a montagne epiche come lo Zoncolan, aumenta la versatilità ed il possibile utilizzo di questa salita, la quale potrebbe essere teatro di un arrivo di tappa al Giro d’Italia nella vicina Val Visdende, localizzata a soli 3 km dalla vetta, in cui carovana e mezzi operatrici troverebbero aree vastissime per un eventuale approdo, oppure un probabile arrivo sullo Zoncolan, Crostis, Sorgenti del Piave, o Tre Cime di Lavaredo, dopo essere scesi dalla Val Visdende e ritornati sulla SS Carnica costeggiando il Fiume Piave.

Gli ultimi Km, la fatica diventa l’ultima alleata.

La fantasia lascia spazio a qualsiasi ipotesi, perfino il vicinissimo e duro Passo Sant’Antonio dal versante di Auronzo potrebbe essere utile per arrivare in Val Comelico mettendo fatica e dislivello nelle gambe dei corridori. Non sarebbe quindi azzardato ipotizzare di vedere la Terribile esordire al Giro d’Italia con un passaggio già dalla prossima edizione, magari battezzando questa rampa con il Tour of the Alps. Il prossimo anno ricorrerà l’anniversario del centenario dalla fine della Prima Guerra Mondiale, ed un eventuale arrivo alle Sorgenti del Piave, doveroso visto il ruolo determinante ricoperto da questo fiume Sacro, potrebbe essere reso ancora più duro da questa salita.

Fienili tipici della zona, mentre sullo sfondo il Fiume Piave scende da Sappada.

Caro Mauro Vegni, come noi sei un pioniere, hai portato al Giro salite inedite rendendole mitiche e sei stato capace di disegnare Giri d’Italia da ricordare per sempre. Quando leggerai questo articolo ti chiediamo di pensarci seriamente, il Giro ed i milioni di stranieri che guardano questa corsa per ammirarne le bellezze, hanno bisogno di novità. Quando farai il sopralluogo a questa salita ti ricorderai di questo articolo e quando sentirai l’odore di frizione penetrare nel cervello come un picco glicemico post farine 00, ti renderai conto che Nibali, Aru, Pozzovivo e Formolo, hanno bisogno della Terribile per accendere i milioni d’italiani che non vogliono vedere un epilogo come quello visto in questa edizione.

Qui il segmento Strava: https://www.strava.com/segments/15030633

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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