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Ma tu, che sport fai?

I matrimoni, le comunioni e le cresime stanno per arrivare e fra qualche settimana rivedrete i vostri parenti lontani, talmente lontani che fate fatica anche a ricordarvi i loro nomi e cognomi. E come ogni volta vi chiederanno: “Ma tu, che sport fai quindi?”, “Ma sci alpino è quello dove vai in salita?”, “Ma fate i salti sul trampolino voi giusto?”, “Ma voi siete quelli che usate gli sci stretti?”. Queste sono le domande più difficili a cui rispondere, soprattutto se coloro che ve le porgono abitano a migliaia di chilometri dalle montagne. Ma noi dello Swatt Club vi vogliamo bene e dunque abbiamo preparato una linea guida che potrebbe facilitare i vostri dialoghi, anche perché vogliamo evitare che voi entriate in un tunnel discorsivo senza fine in queste giornate dedicate alle cene di gala e alle torte faraoniche. Finalmente riuscirete a spiegare in modo chiaro e preciso il vostro sport anche ai vostri familiari che non hanno mai capito nulla di ciò che fate sui monti durante l’inverno e l’estate.

“Faccio quello che faceva Alberto Tomba”: è la prima carta da giocare, la più semplice, la più scontata. Chiunque abbia vissuto negli anni ’90 conosce la bomba e ha in mente qualche fotogramma delle sue imprese. Questa è la risposta che non lascerà dubbi a nessuno, da Bolzano fino a Siracusa.

“Discesa libera”: se la carta Tomba la Bomba non dovesse funzionare allora è meglio iniziare a rimboccarsi le maniche e sforzarsi di più. Dire “faccio la discesa libera” potrebbe essere abbastanza comprensibile e magari potreste arricchire il discorso parlando di velocità folli e salti. Ma bisogna fare attenzione, nella loro mente potrebbero immaginare qualcosa simile più al KL che allo sci alpino. Se poi la vostra specialità è lo slalom allora è meglio evitare questa opzione.

“Ci sono i paletti rossi e blu”: usare questa frase significa essere in alto mare. Il loro sguardo è confuso e la mente annebbiata, ma voi ci dovete provare. Sappiamo che la parola “paletti” vi farà venire la pelle d’oca, ma nei momenti difficili è buona cosa tirarla fuori dal repertorio. Parlando di pali rossi e blu forse riusciranno a ricordare qualche immagine di qualche Olimpiade invernale passata. Forse.

“E ma gli italiani non sono più forti”: questa sarà la motivazione della loro limitata conoscenza dello sci. Parlategli della stagione della squadra italiana e ditegli che non siamo più negli anni ’80: lo sport è un’affare mondiale adesso.

Mai parlare dello sci estivo: dire “sciamo anche d’estate” scombussolerà i vostri parenti. Molto probabilmente non sapranno dell’esistenza di impianti sciistici sui ghiacciai perenni, perciò è meglio evitare di introdurre questo argomento. “Ma sciate sull’erba anche”? No.

Gambe: per chiudere il discorso ditegli quanti watt spingete in pressa o con quanti chili fate squat. Non capiranno nulla, ma molto probabilmente andranno a iniziare nuovi discorsi con i loro amici dicendo: “Quello li spinge 2.000 watt”. Quando si parla di cifre a tre zeri fa sempre scena.

Siate esosi: parlate “terra terra”, non fate discorsi complicati, dimenticate le classifiche. E siate esosi, caricate la bomba, perché bisogna esaltare il proprio sport.

 

 

 

 

 

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Ex sciatore Pro(?) Amo la Roubaix, Kitzbuhel e i non campioni che hanno stile e vincono ogni tanto.

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