Montecarlo, doppietta agrodolce: il pagellone

Sebastian Vettel, 9: semplicemente irresistibile.
Cattivo, deciso, affammato: arraffa tutto ciò che può senza aver pietà di niente e di nessuno.
Col favore della strategia (comunque obbligata, per marcare Ricciardo), va a prendersi una vittoria pesantissima riportando la Rossa sul gradino più alto del Principato, dopo 16 anni dall’ultimo acuto di Schumi.
Classifica alla mano, i motivi per sorridere sono tanti. “Future looks bright, dear friend…”

Kimi Raikkonen, 9: era la sua gara, avrebbe dovuto vincere, senza se e senza ma.
Un paio di episodi gli sono costati il primo posto:
un’ispiegabile dormita, a un quarto di gara, dietro a Button e Wehrlein, che ha causato il ricompattamento del gruppetto di testa;
il pit stop anticipato che lo ha imbottigliato nel traffico, facendogli perdere 3 fatali secondi.
La faccia sul podio parla da sola. Non si sente un gregario. È un campione del mondo.
Merita un altro anno da zerbino alla corte di Arrivabene & co.?

Daniel Ricciardo, 8: a suon di giri spaventosi si guadagna un podio alla viglia insperato, dopo averle buscate per tutto il weekend dalla peste olandese, poi (giustamente) incazzatasi col box. Manico.

Bottas & Verstappen, 7: sgomitano alla ripartenza della Safety Car, regalandoci uno dei pochi momenti entusiasmanti del GP.
In salute.

Lewis Hamilton, 6: si limita al compitino, portando a casa una settima posizione assolutamente non da buttare.
Gufate di Lauda a parte (《se Vettel non rompe, è finita》), sgrat, in Canada è chiamato a vincere.
Nei confronti di Seb paga un gap tecnico, legato alla vettura, e mentale (incolmabile).
Ne vedremo delle belle e… occhio al cenerentolo Bottas.

Pirelli, 0: ma la Ultra Soft, non doveva essere una gomma super prestazionale dalla durata massima di 10 giri!?
Ridicoli!

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