Gianni Bugno Style

Noi, che non abbiamo mai visto Gianni Bugno

Sagan, Cancellara, Kwiatkowski, Boonen, Wiggins. Il ciclismo moderno è pieno di professionisti fenomenali, belli da vedere in sella, personaggi a tutto tondo. Ma a sentire i racconti degli appassionati che hanno vissuto gli anni ’90  c’è da rimanere estasiati quando si parla di Gianni Bugno. Avremmo raccontato ogni impresa di questo corridore che ha vinto FiandreMilano-Sanremo, due mondiali e un Giro d’Italia. Dicono sia stato l’ultimo ciclista completo della storia, capace di competere nelle classiche e nei grandi giri. E pensare che molti sui colleghi ai tempi ripetevano “La nostra fortuna è che non sa quanto va forte”.  Ma forse Bugno ci avrebbe fatto sognare per altro, per il suo modo di essere, per il suo stile.

E poi quella rivalità con Claudio Chiappucci, un personaggio totalmente diverso. Antonio Gurrado sulla Gazzetta dello Sport descrisse così i due corridori: “La differenza fondamentale che intercorreva fra Gianni Bugno e Claudio Chiappucci era che Bugno era come il gentiluomo che s’incravattava e si preparava in ogni dettaglio per inginocchiarsi davanti a una donna, con tutto il rischio che magari costei gli rifiutasse l’anello; Chiappucci era come il gentiluomo che tocca il culo a tutte tanto prima o poi qualcuna ci sta”. 

Gianni Bugno Fiandre 1994

Gianni Bugno vince il Giro delle Fiandre nel 1994

Non possiamo raccontarvelo con le nostre parole perché siamo nati troppo tardi per riuscire a gustarcelo, ma forse bastano questi due minuti per capire la sua essenza: una volata che vale il primo mondiale, senza muovere le spalle, girandosi più volte, esultando prima del traguardo con una sicurezza disarmante, con un’eleganza unica. Si, lo avremmo adorato.

La differenza si vede nelle piccole cose, anche da come si indossa un cappellino. E Gianni Bugno lo sapeva indossare alla grande. (In questo video il Gianni impartisce una lezione di stile a Mark Cavendish).

Vorremmo aver visto Gianni Bugno.

@carloberry

Ex sciatore Pro(?) Amo la Roubaix, Kitzbuhel e i non campioni che hanno stile e vincono ogni tanto.

3 Comments

  1. Federico Reply

    Nel 1991, Bugno arrivò secondo al Tour dietro Indurain (poi, si prese la rivincita al Mondiale, come testimonia il video postato da voi).

    Quel Tour, al di la della grandezza nelle corse a tappe di Indurain (che poi vinse altri 4 Tour) lasciò qualche piccolo rimpianto, perché forse Bugno avrebbe potuto farcela (Bicisport, al solito, fece un’analisi perfetta di quella edizione della Grand Boucle, ma non voglio soffermarmi su questa analisi).

    Il momento più bello fu la seconda vittoria consecutiva (la prima infatti fu nel ’90, in uno sprint grandioso contro Greg Lemond ed altri super protagonisti) nella tappa più prestigiosa: l’arrivo all’Alpe D’Huez

    Questa l’ultima parte di quel trionfo fantastico…. Anche qua, si ammira un’eleganza senza (o con pochi) pari nella storia di questo sport…

    https://www.youtube.com/watch?v=RGXUgLUuXPs

    Il

  2. LAVESSISAPUTUS Reply

    Sono abbastanza vecchio da avere visto tutto Bugno ed era il mio ciclista preferito. un corridore esaltante nelle giornate sì, peccato che le giornate no fossero molto più frequenti. L’impressione è che abbia dato meno del 50% di quello che era il suo potenziale. Dei corridori di adesso mi piace solo Sagan, che invece raramente delude. è un corridore che segnerà una generazione nel ciclismo.

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