Peter Fill sul podio a Garmisch nella giornata delle cadute

Che gara a GAP, nonostante l’inverno sia stato finora privo di precipitazioni nevose, non abbiamo mai visto cadute rovinose come quelle avvenute questo pomeriggio sulla Kandahar 2 . Le cadute, di così paurose non le vedevamo dall’ Hannenkamm Rennen dello scorso anno, allora a causa di una giornata ai limiti della praticabilità, oggi per ragioni diverse. Nyman, Guay e Giraud Moine, vittime di cadute da non riguardare nemmeno sui social, i primi due su un salto dove in molti sono sembrati incerti, il francese invece quando vedeva il traguardo ad un passo, e molto probabilmente un altro podio. Guay addirittura ci ha gelato il sangue a tutti quanti mentre eravamo sul divano con un piatto di pasta in mano, facendo una sorta di front-flip e uscendone illeso. L’air-Bag Dainese lo ha certamente aiutato, e davanti ad una caduta del genere ci chiediamo come Ted Ligety lo scorso anno abbia potuto criticare e sollevare dubbi riguardo uno strumento così importante.

Lo sci è uno sport pericoloso, la sicurezza zero non esiste e non esisterà mai, nonostante si stia cercando in tutti i modi di ridurre tutti i rischi, la caduta di Giraud Moine quando la situazione sembrava sotto il suo controllo ne è la dimostrazione. La Fis però molto probabilmente ha un pizzico di responsabilità nei confronti delle cadute avvenute sui salti. La prima causa è l’unica prova disputata, in una pista regina assieme a Kitzbühel e Wengen, dovrebbe essere addirittura proibito disputare una sola prova. La seconda causa è la preparazione dei salti. L’ultimo, il Freie Fall, adatto allo spettacolo sullo schuss finale dove le pendenze raggiungono il 92%, è stato quasi del tutto smussato, al punto che la maggior parte degli atleti ha saltato trenta metri senza apparenti difficoltà. Il salto che ha causato gravi problemi, il Kramersprung, anche questo smussato dopo la prova di ieri, ha messo in luce tutte le carenze della Fis: Il cercare a tutti i costi lo spettacolo in luoghi inopportuni, dopo una curva difficilissima dove bisognava invertire lo sci in tempo zero e prepararsi a saltare, dove sbagliare linea significa farsi male. Nyman e Guay sono stati autori di due cadute paurose, a causa della diversità del manto nevoso all’entrata del Seilbahnstadelsprung il canadese, al ritardo di linea sul Kramersprung lo Yankee. Ad Altri come lo sloveno Kline è andata “meglio”  saltando la porta successiva.

La gara è stata vinta dall’americano Travis Ganong, grazie ad una seconda parte di gara dove è stato perfetto, davanti a Kjetil Jansrud autore di alcune sbavature proprio dove l’americano ha costruito il suo secondo successo in Coppa del Mondo. In terza posizione un grande Peter Fill, nuovamente sul podio grazie ad una sciata da Peter: morbido nell’azione e saggio nelle linee. Voto 10 a tutti gli atleti scesi dopo aver visto dalla partenza la caduta di Giraud Moine, autori probabilmente della più grande impresa della loro vita.

 

Nato sulle Dolomiti, innamorato dell' Austria, del pavé e dei personaggi carismatici

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