Rivincita Austria sulla Saslong, Vincent fa sfracelli. Il pagellone del superg Gardenese

Al terzo tentativo anche la stagione della velocità è partita, con la discesa sprint di ieri, vinta da Bryce Bennett su una Saslong mutilata e con il primo superg oggi, una delle gare più tirate dell’ultimo decennio dal punto di vista cronometrico.

Se no fosse stato per i distacchi risicati non ci sarebbe stato molto da commentare: neve facile, tracciato ancora di più poichè è andato ad evitare tutte le asperità dei Ciaslat e unica incognita data dalla luce e dal velocizzarsi della pista, fattore che ha permesso una massiccia entrata nei top30 da parte di atleti partiti con pettorali alti, penalizzando chi, come Paris o Bailet, sono partiti per primi e sono finiti fuori dalla zona punti.

Hanno sfruttato al meglio la situazione gli austriaci, autori di una prova più che opaca ieri ma che hanno saputo riprendersi con gli interessi, piazzando l’accoppiata Kriechmayr-Hemetsberger davanti al resto del mondo: in primis a Marco Odermatt che anche oggi si vede sfuggire il gradino più alto del podio per una manciata di centesimi. Schwarz alla prima apparizione fa sfracelli, mentre in casa Italia le note positive arrivano da Guglielmo Bosca e Mattia Casse.

Ma andiamo alla pagella:

Vincent Kriechmayr: l’abilità di cambiare registro così velocemente da un giorno all’altro è un’abilità che hanno solo i grandi campioni. Irriconoscibile ieri, brusco e poco scorrevole, oggi ha pennellato le poche curve delle gobbe del cammello e dei Ciaslat, andando a vincere nonostante un errore sull’ultimo salto. Voto 10

Daniel Hemetsberger: ventottesimo ieri e secondo oggi, cambio di marcia evidente per l’unico outsider del podio. Ci ha creduto per la prima vittoria una volta che si è visto passare Odermatt alle spalle, solo il compagno di squadra Krichmayr l’ha privato del colpo grosso. Voto 10

Marco Odermatt: quando Hirscher arrivava sul podio nelle gare in cui partiva da favorito, eravamo soliti commentare con un classico “compitino” da voto 6. Diciamo che per lo svizzero non si può fare altrimenti, oggi ha perso la gara solamente per la voglia di strafare in fondo. Con uno Schwarz così deve stare attento a regalare troppi punti, anche se, anche oggi, per il 90% della gara ha dimostrato di essere nettamente il più forte. Voto 6

Marco Schwarz: 4 gare e tre top5 in discipline completamente diverse. Ieri non è mai stato a suo agio in discesa, oggi l’ha fatta da padrone con cambi in assorbimento e il solito piede felpato. Paura Blacki, ci aspettiamo disastri sulla Gran Risa e sul Canalonme Miramonti. Voto 8

Cyprien Sarrazin: l’idolo del DS Bass ha dimostrato che in termini di ignoranza in pista non è secondo a nessuno. Ieri si è steso in ingresso Ciaslat a causa di una linea folle, oggi ha gettato al vento il primo podio in velocità andando quasi ad inforcare l’ultima porta. Genio e sregolatezza. Voto 7

Mattia Casse: il trattore c’è, è solido e scia da paura. Il colpo grosso arriverà. Voto 7

Guglielmo Bosca: il rimpianto di giornata. Paura in cima, grazie ad una conduzione di curva e un collegamento senza eguali, disastro in fondo, con quasi 80 decimi buscati da metà in giù. Peccato Gugu, continua a mettere in pista questa qualità e arriverà il colpaccio. Voto 8

Aleksander Aamodt Kilde: la più grande incognita di giornata. Il re dei Vichinghi, nonostante la piazza d’onore di ieri, sta faticando a prendere giri ed è sembrato meno pimpante nei tratti tecnici rispetto agli scorsi anni. Per una squadra norvegese che si ritrova per la prima volta in leggera difficoltà, avere il proprio faro che esce dai 30 senza fare errori risulta sicuramente disarmante. Domani per la smentita. Voto 4

Kilde al parterre nel post gara

Benjamin Alliod: il vitello valdostano ha messo in pista ottime sezioni in questo suo uno-due d’esordio nel massimo circuito, dimostrando di avere non solo buone doti di scorrevolezza ma anche un ottimo bagaglio tecnico. Nell’intervista nel post gara ha detto ai microfoni Rai di prendere questa stagione con l’obiettivo di fare esperienza, sicuramente se questi sono i pretesti abbiamo uno spiraglio di luce per il futuro della velocità italiana. Con lui e Giovanni Franzoni, oggi a tratti molto rigido al rientro ma su cui si può puntare ad occhi chiusi per il futuro prossimo, possiamo ricominciare a sperare nel ricambio generazionale. Forza ragazzi. Voto 7

A differenza dei due atleti sopracitati, continua ad essere poco condivisibile la convocazione per le prove veloci di Giovanni Borsotti, oggi penultimo al traguardo. Ci avevano provato anche con De Aliprandini nel lontano 2015, anno in cui una ceduta sui Ciaslat e di conseguenza la caduta ne compromisero il gigante in Badia, e stiamo parlando di un atleta che allora aveva più doti da velocista di quelle di Borsotti. Perchè non continuare a concentrarsi su una sola disciplina, visto il 15esimo posto di Val D’Isere, invece di gettare al vento tempo ed energia per una scommessa che difficilmente si può vincere? Intanto ieri e oggi Emanuele Buzzi, a cui quest’autunno è stato precluso anche di allenarsi in gigante allo Stelvio insieme alla squadra, ha registrato due ottimi quarti posti in Coppa Europa a Santa Caterina, noi tutti ci auguriamo che possa rientrare nel massimo circuito, per poter proseguire quel percorso che gli infortuni gli hanno privato.

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